Il Tempio E
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/ Arkhaia Kyrinthos
, 2 Chilometri dal centro (Αρχαία Κόρινθος)
Mondo / Grecia /
Tempio, sito archeologico
Il Tempio E si trova ad ovest del Foro, su una piccola collinetta aldisopra dei templi della terrazza occidentale. Oggi alcuni resti della sovrastruttura di una delle fasi di costruzione successive sono state poste su ciò che resta del podio e sono visibili a ovest del Museo Archeologico.
Prima del periodo romano, numerosi pozzi e cisterne occupavano l’area in cui sorge il Tempio. Ceramiche risalenti all’ultimo quarto del VII secolo a.C. sono state recuperate da alcuni di questi pozzi, insieme a frammenti di terrecotte risalenti stilisticamente alla fine del sesto secolo a.C.
Questi reperti potrebbero appartenere al frontone di un tempio arcaico, ma finora questi rinvenimenti sono l’unica testimonianza della primitiva costruzione.
Dalla ipotetica ricostruzione, dovevano essere due le componenti principali del Tempio E: il tempio vero e proprio e la zona circostante composta da portici e stoà. Almeno due fasi costruttive sono state identificate.
Nella sua prima fase, il tempio consisteva in una vasta piattaforma in pietra di 44 m x 23,50 m, probabilmente un podio a tre scalini (crepidoma) su cui fu edificato un tempio in pietra calcarea locale, esastilo di ordine dorico. La data esatta di costruzione non è nota, tuttavia, monete e ceramiche rinvenute in zona, suggeriscono che probabilmente sia stato eretto nell’intervallo dei regni degli imperatori Augusto e Caligola. In questa prima fase il lato occidentale della zona potrebbe essere stato definito da un muro situato immediatamente dietro al tempio (senza creare un legame con quest’ultimo), i cui resti sopravvivono nel sud del temenos e sono in parte coperti dal podio del tempio successivo. L’aspetto originale del tempio doveva apparire come una costruzione delimitata da una parete di fondo, circondato da tre portici, qualcosa di simile al tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto a Roma.
Nella seconda fase il tempio fu ricostruito nella forma di un periptero esastilo con dodici colonne e capitelli corinzi sui lati lunghi, e con una cella stretta e lunga di circa 24,5 x 10 metri orientata est-ovest, con un pronao poco profondo e due colonne in antis. Si stima che l’altezza delle colonne originali fosse di circa nove metri. Questo tempio appoggiava su un podio costituito da un solido nucleo di opus incertum con un involucro in pietra, i cui resti sono conservati per un’altezza di 3,38 metri dalle fondamenta alla cima del podio. Va notato che questo tempio era più lungo e più stretto del primo, e era posizionato dieci metri più a ovest del precedente. L’area sacra, in questa fase, era completamente circondata da portici. Mentre non è esclusa una molteplicità di ricostruzioni, ampliamenti e abbellimenti successivi, il ritrovamento di una moneta d’epoca domiziana daterebbe il restauro dopo il terremoto del 70 d.C. come ricostruzione verosimile. La scoperta, però, di una scultura in marmo pentelico, appartenente al frontone del tempio, stilisticamente affine ad un periodo successivo, induce a pensare che le fasi di restauro fossero numericamente superiori a quelle che la storiografia ufficiale ci ha tramandato.
L’area sacra racchiudeva uno spazio notevole (125 x 85 metri), proporzionato all’adiacente complesso del Foro Romano. Inoltre, le fondamenta del podio erano poste a circa nove metri più in alto del piano di campagna del Foro e di circa un metro del precedente podio del tempio arcaico. Il Tempio E ha chiaramente avuto un posto molto importante nel complesso architettonico di Corinto.
Come suggerisce il nome che gli archeologi hanno adottato per il complesso templare, la divinità, che vi era adorata non è mai stato identificata in modo sicuro. Due principali ipotesi sono state fatte, ed entrambe dipendono dalle descrizioni di Pausania. La prima parla di un tempio celebrativo della figura di Ottavia, sorella di Augusto, primo imperatore dei romani, la seconda, e forse la più probabile, attribuisce all’importate edificio il ruolo di Capitolium.
Fonte:
corinth.sas.upenn.edu/ad150templee.html
Prima del periodo romano, numerosi pozzi e cisterne occupavano l’area in cui sorge il Tempio. Ceramiche risalenti all’ultimo quarto del VII secolo a.C. sono state recuperate da alcuni di questi pozzi, insieme a frammenti di terrecotte risalenti stilisticamente alla fine del sesto secolo a.C.
Questi reperti potrebbero appartenere al frontone di un tempio arcaico, ma finora questi rinvenimenti sono l’unica testimonianza della primitiva costruzione.
Dalla ipotetica ricostruzione, dovevano essere due le componenti principali del Tempio E: il tempio vero e proprio e la zona circostante composta da portici e stoà. Almeno due fasi costruttive sono state identificate.
Nella sua prima fase, il tempio consisteva in una vasta piattaforma in pietra di 44 m x 23,50 m, probabilmente un podio a tre scalini (crepidoma) su cui fu edificato un tempio in pietra calcarea locale, esastilo di ordine dorico. La data esatta di costruzione non è nota, tuttavia, monete e ceramiche rinvenute in zona, suggeriscono che probabilmente sia stato eretto nell’intervallo dei regni degli imperatori Augusto e Caligola. In questa prima fase il lato occidentale della zona potrebbe essere stato definito da un muro situato immediatamente dietro al tempio (senza creare un legame con quest’ultimo), i cui resti sopravvivono nel sud del temenos e sono in parte coperti dal podio del tempio successivo. L’aspetto originale del tempio doveva apparire come una costruzione delimitata da una parete di fondo, circondato da tre portici, qualcosa di simile al tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto a Roma.
Nella seconda fase il tempio fu ricostruito nella forma di un periptero esastilo con dodici colonne e capitelli corinzi sui lati lunghi, e con una cella stretta e lunga di circa 24,5 x 10 metri orientata est-ovest, con un pronao poco profondo e due colonne in antis. Si stima che l’altezza delle colonne originali fosse di circa nove metri. Questo tempio appoggiava su un podio costituito da un solido nucleo di opus incertum con un involucro in pietra, i cui resti sono conservati per un’altezza di 3,38 metri dalle fondamenta alla cima del podio. Va notato che questo tempio era più lungo e più stretto del primo, e era posizionato dieci metri più a ovest del precedente. L’area sacra, in questa fase, era completamente circondata da portici. Mentre non è esclusa una molteplicità di ricostruzioni, ampliamenti e abbellimenti successivi, il ritrovamento di una moneta d’epoca domiziana daterebbe il restauro dopo il terremoto del 70 d.C. come ricostruzione verosimile. La scoperta, però, di una scultura in marmo pentelico, appartenente al frontone del tempio, stilisticamente affine ad un periodo successivo, induce a pensare che le fasi di restauro fossero numericamente superiori a quelle che la storiografia ufficiale ci ha tramandato.
L’area sacra racchiudeva uno spazio notevole (125 x 85 metri), proporzionato all’adiacente complesso del Foro Romano. Inoltre, le fondamenta del podio erano poste a circa nove metri più in alto del piano di campagna del Foro e di circa un metro del precedente podio del tempio arcaico. Il Tempio E ha chiaramente avuto un posto molto importante nel complesso architettonico di Corinto.
Come suggerisce il nome che gli archeologi hanno adottato per il complesso templare, la divinità, che vi era adorata non è mai stato identificata in modo sicuro. Due principali ipotesi sono state fatte, ed entrambe dipendono dalle descrizioni di Pausania. La prima parla di un tempio celebrativo della figura di Ottavia, sorella di Augusto, primo imperatore dei romani, la seconda, e forse la più probabile, attribuisce all’importate edificio il ruolo di Capitolium.
Fonte:
corinth.sas.upenn.edu/ad150templee.html
Nearby cities:
Coordinate: 37°54'17"N 22°52'40"E
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- Il Tempio C 0.1 km
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