Oasi Monte Li Foi

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Inquadramento generale
L’Oasi Monte li Foi ricade interamente nel Comune di Picerno per una superficie complessiva di ha 106,42. Si estende a sud-est del centro abitato, presentando uno sviluppo altimetrico che va da i 1000 metri sino ai 1354 metri s.l.m coincidente con la cima del Monte Li Foi. Le pendenze sono mediamente acclivi, prevalentemente presso i contrafforti in località le Coste e l’esposizione prevalente dell’Oasi è sud – sud ovest.
L’importanza del sito dal punto di vista naturalistico ed ambientale è comprovata dalla presenza del SIC IT9210215 Monti li Foi, che interseca l’oasi per il 75 % circa della sua estensione. All’interno del sito comunitario si riscontrano habitat prioritari contemplati dalla Direttiva Habitat 92/42/CEE di Rete Natura 2000. Gli habitat presenti nell’area Sic e ricadenti nell’Oasi di protezione sono: “Faggeti degli Appennini con Taxus ed Ilex”, che occupano la parte sommitale dell’area; “Foreste Pannonico-Balcaniche di cerro e rovere” riscontrabile prevalentemente nella parte centrale dell’Oasi in prossimità della località “le coste”. Il 50% circa del territorio dell’istituto faunistico è rappresentato da ambienti tipicamente rupestri, molto particolari dal punto fisiografico e geolitologico. Qui si rilevano pareti rocciose a sviluppo verticale e pietraie, più o meno stabilizzate con copertura vegetale discontinua, rappresentata da specie vegetali glareofite e casmofite, che rappresentano ambienti ideali per l’erpetofauna e l’avifauna.
Uso del suolo: gli habitat individuati
In questo sito sono stati individuati 5 tipologie di habitat. L’habitat che ricopre la maggior superficie è costituito da aree boscate, per 55 ha circa si trova nella parte sommitale e lungo i canaloni dei contrafforti presenti in località Coste. Nell’area nord, il bosco è costituito in prevalenza da una fustaia di faggio e crea una copertura continua, mentre nel versante esposto a sud si osserva copertura discontinua di specie quercine. Le discontinuità nella copertura forestale sono rappresentate dall’habitat pascolo arborato costituito da piante di cerro isolate e strato arbustivo a specie del pruneto, rosa canina e ginestre. Questo habitat si estende su tutto il versante esposto a sud nella parte centrale dell’oasi. L’altro habitat presente nell’area a monte, a maggior grado di naturalità è rappresentato da alcune radure che si aprono nel bosco per una superficie complessiva inferiore ai 4000 mq. Nella parte basale dell’oasi, nell’area più vicina alle masserie, si osservano pascoli intervallati da seminativi per una superficie complessiva di circa 30 ha.
Idoneità faunistica
Beccaccia: è la specie che presenta il massimo valore di vocazionalità in questa oasi. Questo valore è dato dal buon indice di boscosità associato alla presenza di radure e pascoli arborati;
Cinghiale: il territorio risulta mediamente vocato per questa specie dato l’indice di boscosità e l’elevata acclività di località Coste, ideale per il rifugio.
Colombaccio: l’Oasi risulta idonea al per il colombaccio specialmente nella parte centrale e meridionale grazie alla ridotta distanza tra il margine del bosco e i terreni coltivati immediatamente a valle.
Coturnice: altitudine superiore ai 1000 m, esposizione calda (sud-sud ovest), presenza di zone aperte a valle del bosco, acclività accentuata, rendono l’area mediamente idonea alla specie.
Fagiano: la scarsa presenza di acqua, l’elevato indice di boscosità e l’elevata altitudine del sito sono fattori sfavorevoli al ciclo biologico del fagiano, che, può adattarsi all’ecosistema, ma non sarebbe in grado di riprodursi facilmente. Pertanto, il territorio in questione presenta una scarsa vocazionalità per questa specie.
Lepre: per questa specie l’Oasi Monte li Foi di Picerno presenta una idoneità media. È presente un’area idonea alla lepre nella parte centrale dell’Oasi, caratterizzata da pascolo arborato con la contemporanea presenza di cespugli bassi e canali utili per il rifugio. Nell’area meridionale, invece, la presenza prevalente di seminativi rende il territorio meno vocato.
Quaglia: buona vocazionalità anche per questa specie, soprattutto nella parte meridionale dell’oasi dove le pendenze sono più moderate e la percentuale di pascoli e seminativi è più elevata; mediamente vocato il territorio nella parte centrale dove una maggiore acclività è compensata dalla presenza di pascoli arborati e da buone zone per il rifugio. Poco vocata l’area sommitale dell’oasi.
Starna: per i motivi elencati per il fagiano e per la scarsa alternanza di coltivazioni cerealicole e foraggere con zone incolte e cespuglieti, risulta scarsa la vocazionalità anche per la starna.
Nearby cities:
Coordinate:   40°38'2"N   15°41'37"E
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