L'Area C e le Lamine d'oro
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sito archeologico
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L'area sacra denominata C costituiva in origine un piccolo santuario indipendente, dotato di un altare cilindrico di tufo grigio, di un pozzo e di un secondo altare in peperino. A ridosso di quest'ultimo fu costruito un recinto per accogliere le lamine d'oro inscritte, trovate durante i recenti scavi. Sempre connesso ad Astarte/Uni doveva essere un edificio, parallelo al lato lungo del temenos, del quale rimangono venti celle destinate alle sacerdotesse della dea che Servio ricorda, citando Lucilio, essere le famose "scorta Pyrgensia", cioè le "prostitute di Pyrgi".
Dall’area C del Santuario di Pyrgi provengono le tre famose lamine auree iscritte (ora conservate al Museo di Villa Giulia). Le lamine formavano un trittico, costituito da una coppia "bilingue", in etrusco e in fenicio, e da una terza in etrusco. Al momento della scoperta, avvenuta l'8 luglio del 1964, le lamine giacevano, avvolte in un pacchetto, in una specie di ripostiglio posto sotto il pavimento di una piazza; tale piazza è stata ottenuta con materiali di spoglio del demolito tempio B. La coppia "bilingue" (la corrispondenza riguarda il contenuto, non la forma linguistica) commemora la dedica ad una dea chiamata Astarte in fenicio e Uni in etrusco di un luogo di culto sacro (tmia in etrusco) e di una statua della dea. Autore della dedica, per riconoscenza verso la dea, è Thefarie Velianas, re su Caere, nel terzo anno del suo regno.
Fonte:
spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Etruschi/Pyrgi.ht...
Dall’area C del Santuario di Pyrgi provengono le tre famose lamine auree iscritte (ora conservate al Museo di Villa Giulia). Le lamine formavano un trittico, costituito da una coppia "bilingue", in etrusco e in fenicio, e da una terza in etrusco. Al momento della scoperta, avvenuta l'8 luglio del 1964, le lamine giacevano, avvolte in un pacchetto, in una specie di ripostiglio posto sotto il pavimento di una piazza; tale piazza è stata ottenuta con materiali di spoglio del demolito tempio B. La coppia "bilingue" (la corrispondenza riguarda il contenuto, non la forma linguistica) commemora la dedica ad una dea chiamata Astarte in fenicio e Uni in etrusco di un luogo di culto sacro (tmia in etrusco) e di una statua della dea. Autore della dedica, per riconoscenza verso la dea, è Thefarie Velianas, re su Caere, nel terzo anno del suo regno.
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Coordinate: 42°0'52"N 11°57'52"E
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