Residenza dell’Opera di Santa Maria del Fiore (Comune di Firenze)

Italy / Toscana / Florence / Comune di Firenze / Piazza del Duomo, 8-9

Erano in questo luogo le case dei Falconieri, distrutte in parte per aprire la piazza attorno alla Cattedrale: il primo documento in cui si ricorda il nuovo edificio risale al marzo del 1390, quando gli Operai di Santa Maria del Fiore incaricarono il capomastro Giovanni Ghini di costruire i pilastri con le arcate in bugnato su questo lato della piazza, in accordo alle prescrizioni definite nel 1388 e tese a uniformare con un partito decorativo ad arcate e bozze tutte le case attorno al Duomo dal canto di via del Cocomero fino alle case di proprietà della stessa Opera. Al 1432 risale un intervento commissionato a Filippo Brunelleschi finalizzato ad ampliare l’edificio per farne la residenza dell’Opera e ospitare gli uffici della relativa Magistratura (fino ad allora collocati nell’edificio ora segnato con i numeri 3, 4 e 5, si veda), nonché spazi per i laboratori degli scalpellini e depositi dei legnami da costruzione. Tra i molti fatti di rilievo che hanno visto questi ambienti si ricorda unicamente come qui, dal 1501, Michelangelo Buonarroti disponesse di una stanza e iniziasse a lavorare al suo David recuperando il marmo già abbozzato da Agostino d’Antonio di Duccio e qui depositato. Sicuramente già da questo secolo in questi ambienti si conservavano molte opere d’arte legate alla fabbrica della Cattedrale, a partire dai disegni e dai modelli delle sculture sottoposte al giudizio degli Operai prima della loro esecuzione. Nel 1887 si pensò così di destinare la fabbrica a un vero e proprio museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore che, progettato dall’architetto Luigi Del Moro, fu aperto nel 1891. Nel corso del Novecento si susseguirono numerosi interventi legati al lento crescere delle opere qui ricoverate. In particolare, nel 1919 fu progettata dall’architetto Giuseppe Castellucci una nuova sala (inaugurata solo nel 1931) originariamente destinata all’esposizione delle formelle del campanile di Giotto che si pensava di rimuovere poi impiegata per dare sistemazione ai modelli lignei della facciata; nel 1937 venne realizzata sempre su disegno del Castellucci la sala detta di Bonifacio VIII; nel 1954 fu costruita su progetto dell’architetto Rodolfo Sabatini la cappella per l’esposizione dei reliquiari; nel 1965 si inaugurò la sala delle formelle del campanile (rimosse a partire dal 1959); dal 1998 al dicembre del 1999, su progetto degli architetti David Palterer e Luigi Zangheri, si ampliò la superficie espositiva e si intervenne per adeguare l’impiantistica alla normativa vigente, rinnovando parallelamente itinerario ed elementi espositivi. Nel settembre 2010 è stato presentato un progetto per una ulteriore significativa espansione dell’area espositiva, resasi possibile grazie all’acquisto nel 1998 del vicino grande ambiente già teatro degli Intrepidi (lungo 28 metri e alto 8, si veda a via Bufalini) destinato all’esposizione di una ricostruzione in scala 1:1 dell’antica porzione di facciata arnolfiana, sulla base di un progetto steso dagli architetti Adolfo Natalini, Piero Guicciardini e Marco Magni. Esternamente la fabbrica si presenta con un fronte regolarizzato al piano terra da una serie di sette grandi arcate, profilate da bozze rustiche di pietra forte, con quella che si pone come centrale timbrata da un busto di marmo del granduca Cosimo I de’ Medici, coronato e fornito di una cornice con iscrizione e ricca decorazione, opera di Giovanni Bandini detto Giovanni dell’Opera (”il migliore dei busti esistenti sulle facciate dei palazzi fiorentini”, secondo Garneri). Ai lati, sopra le arcate, è uno scudo con l’arme dei Falconieri (di rosso, alla scala di tre pioli, scaccata di due file d’azzurro e d’argento) e una rotella con l’arme dell’Arte della Lana. Si segnala inoltre una lapide datata al 1897 in ricordo dello storico e archivista dell’Opera Cesare Guasti. La parte superiore, di ulteriori due piani, ha invece aspetto moderno, per quanto si possa supporre che l’intonaco nasconda l’antico paramento in pietra.

Fonte:
Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
a cura di Claudio Paolini
sito web:
www.palazzospinelli.org/architetture/
Sito Web Opera di S.Maria del Fiore: www.operaduomo.firenze.it/luoghi/museo.asp
Nearby cities:
Coordinate:   43°46'23"N   11°15'29"E
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