Il Peribolos di Apollo | storico, sito archeologico, Luogo interessante

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 storico, sito archeologico, Luogo interessante

Il peribolos di Apollo era un ambiente con peristilio rivestito da una superficie marmorea, che offriva riparo dalle intemperie e tregua dai rumori della adiacente e trafficatissima strada del Lechaion. Secondo Pausania, ornato da una statua di Apollo e da un dipinto in cui Ulisse affrontava i pretendenti di Penelope, l’ambiente era sfruttato anche come anticamera della fontana di Pirene, attraverso una rampa di scale poste nella parte meridionale della struttura.
Prima della costruzione del peristilio, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., l’area era occupata da un edificio adibito a mercato (Macellum). Gli scavi hanno, inoltre, rivelato una lunga e travagliata storia del sito, prima della ristrutturazione romana. La successione sequenziale degli eventi è rappresentata da una serie notevole di reperti: cocci di ceramiche neolitiche trovati nell’area nord-ovest e nell’angolo sud-est, una sepoltura del Primo Elladico, cocci e due sepolture di epoca geometrica (IX-VIII secolo a.C.), insieme ad una moltitudine di vasellame protocorinzio e corinzio sempre nell’angolo nord-ovest.
Dal sesto secolo, forse anche prima, un mercato del pesce, identificato da depositi dei gusci di murici e dotato di serbatoi e scoli per l’acqua per pulire i pavimenti, occupava la parte settentrionale del sito. Mentre nella metà meridionale, era presente, tra la fine del sesto e l’inizio del quinto secolo, il temenos di un tempio e il relativo altare, probabilmente appartenenti entrambi al culto degli eroi.
La pianta del tempio era costituita da un semplice pronao seguito dalla cella. Un baldacchino copriva l’altare semicircolare. Il muro del temenos era posto a circa 5,50 m a nord e 4,00 m a ovest del tempio. Nella seconda metà del IV secolo la parte nord del muro fu abbattuta e il mercato del pesce inglobò lo spazio del vecchio temenos. Nella stessa epoca o poco dopo, il tempio fu smantellato, mentre l’altare fu riadattato a un nuovo culto.
In seguito al ritrovamento di due effimere in bronzo d’epoca romana, si può tranquillamente affermare che il primo impiego del sito in quell’epoca sia stato il Macellum insieme ad una stoà costruita sul confine nord dell'area,. Un’iscrizione probabilmente associata con il Macellum cita Quintus Cornelius Secundus e fornisce la datazione dell’impianto in epoca augustea.
Edificato contemporaneamente ai negozi prospicienti il lato est della strada del Lechaion, il Macellum (20,3 x 41,0 m), costruito in Poros calcareo, consisteva in una tholos (diametro 7,50 m) al centro di una corte porticata con botteghe a nord e a sud. Vi si accedeva dalla strada del Lechaion attraversando lo spazio del negozio centrale fino all’ingresso nel cortile.

Nella terza fase, il sito fu esteso verso est con la creazione di un peristilio marmoreo di circa 32,4 x 40,0 m comprendente il peribolos di Apollo. Un colonnato ionico di marmo pentelico e dell’Imetto con colonne alte 3,9 m delimitavano il cortile. Quattro colonne dividevano il colonnato sud da una tettoia, un’esedra semicircolare (raggio 6,1 m). Ad est dell’esedra vi era l’ingresso nel cortile e una rampa di scale ad ovest, che portavano fino alla corte della Fonte Pirene. L’ingresso occidentale continuava ad essere posto nello spazio del negozio centrale. Il colonnato corinzio della strada del Lechaion e un marciapiede in calcare furono costruiti di fronte ai negozi.
Dopo l’aggiunta di tre absidi alla corte della Fonte Pirene nella prima metà del II secolo, l’esedra del peribolos di Apollo fu modificata mentre l’ingresso ovest fu spostato ad est dell’abside settentrionale della Corte Pirene.
Il colonnato e la pavimentazione del peribolos di Apollo furono restaurati nel IV secolo d.C. mentre alcune modifiche alla pavimentazione della corte furono intraprese nel periodo bizantino. Il colonnato sembra essere stato smontato, mentre numerosi pozzi furono scavati nella zona.

Fonte:
corinth.sas.upenn.edu/ad150peribolos.html
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Coordinate:   37°54'21"N   22°52'50"E
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