Palazzo Chigi (Ariccia centro storico)
Italy /
Lazio /
Ariccia /
Ariccia centro storico
World
/ Italy
/ Lazio
/ Ariccia
Mondo / Italia / Lazio /
edificio, monumento
Anticamente la prima stazione di posta lungo la Via Appia, partendo da Roma, la superba cittadina di Ariccia, adagiata sui colli Albani, tra Albano e Genzano, ha la peculiarità di trovarsi su una roccia vulcanica e di essere separata da Albano da una profonda gola: nel 1854 Pio IX collegò le due città con la costruzione di uno spettacolare acquedotto lungo 31 metri che conduce direttamente alla piazza principale, con a destra lo splendido Palazzo Chigi e a sinistra la chiesa di S. Maria dell'Annunziata.
Questa è Ariccia anche oggi, ma pochi sanno che l'apertura dell'acquedotto stravolse completamento l'assetto urbanistico del borgo così come lo aveva progettato il grande artista del barocco Gian Lorenzo Bernini. Un tempo i visitatori percorrevano l'antica Via Appia, entravano in città attraversando la turrita Porta Romana (altro progetto del Bernini), si inerpicavano per le ripide stradine fino a giungere alla Piazza principale esattamente al lato opposto.
In questo modo si apprezzava la splendida facciata del Palazzo (oggi visibile solo dal parco) man mano che ci si avvicinava alla città, e giunti alla piazza ci si trovava davanti la chiesa con i sue bracci laterali che tanto ricordano il Pantheon e il colonnato di San Pietro a Roma.
scena dal Gattopardo
Nel 1988 il Palazzo viene ceduto al Comune di Ariccia dal Principe Agostino Chigi Albani per una somma vicina ai sette miliardi e, dopo importanti lavori di restauro terminati solo nel novembre del 1999, è stato riaperto al pubblico. In occasione delle mostre importanti che ospita all'interno è possibile visitare, accompagnati da una guida, le sale al piano nobile. Sono le sale nelle quali Luchino Visconti girò le scene all'interno del palazzo di Donnafugata, residenza del principe di Salina, per il "Gattopardo".
Il Palazzo venne completamente trasformato sulla base del castello già dei Savelli sul sito ove anticamente sorgeva l'acropoli dell'Ariccia romana. Gli artefici di queste trasformazioni, i Chigi, subentrarono nel possesso del feudo di Ariccia nel 1661, e come d'uso a quel tempo elessero la villa sui Castelli Romani a loro residenza di campagna. I Chigi erano una delle famiglie più ricche a Roma. La loro residenza ufficiale era Palazzo Chigi, oggi sede del Primo ministro d'Italia, mentre la residenza suburbana si trovava a Trastevere: Villa Farnesina, dove lavorarono tra gli altri Raffaello e Peruzzi. Nella villa si tenevano sontuosi banchetti, come quello in occasione dell'elezione di Leone X al soglio pontificio, durante il quale i servitori sbalordirono gli ospiti gettando nel Tevere, dopo ogni portata, i preziosissimi piatti d'argento(recuperati però da una rete depositata sul fondo del fiume!).
Il maggiore esponenete della famiglia, Agostino, era il banchiere privato di Giulio II e per aver finanziato diverse imprese del papa ricevette in cambio il dono del nome nobiliare, Rovere. Tra i membri della famiglia ricordiamo anche un papa, AlesandroVII, il cui monumento in San Pietro non a caso fu eseguito dal Bernini, divenuto il consulente privato della famiglia.
Per la progettazione del palazzo di Ariccia il Bernini si avvalse fondamentalmente dell'aiuto del suo giovane collaboratore Carlo Fontana. I Chigi realizzarono il progetto del Bernini in due fasi; nel 1667/72 e nel 1740/43. Si scelse per l'esterno un colore in voga nel Barocco detto"Color dell'aria" un azzurrino il cui pregio è quello di cambiare tonalità a seconda delle condizioni atmosferiche.
L'ingresso è costituito da un grandioso portale che immette in un cortile interno che si affaccia sul parco. Ai lati del cortile sono le scalinate che portano all'interno del Palazzo.
All'interno molte sale hanno ancora le pareti rivestite dai pannelli di cuoio colorato con incise a pressione e a fuoco figurazioni diverse e tinteggiate in oro ed argento. L'arredamento conserva importanti mobili del Seicento tra cui la "farmacia", la stanza dello speziale che lavorava per la famiglia, progettata dallo stesso Fontana. La stanza era anche gabinetto dei ritratti, una sorta di albero genealogico nel quale si vede anche l'unico ritratto di Agostino a cui si ispirò Bernini per il cenotafio nella cappella di famiglia in Santa Maria del Popolo a Roma.
Agostino ebbe 17 figli di cui 14 femmine, dieci delle quali vennero avviate alla carriera monastica e in una sala del palazzo, detta delle suore, troviamo i loro ritratti. La stanza da letto di Agostino conserva ancora gli arredi, il letto e l'inginocchiatoio del '600; nel "Gattopardo" è la stanza da letto del principe di Salina.
Un'altra sala utilizzata nel film è la "Sala delle Belle" che diviene lo studio del Principe di Salina. Le pareti della sala sono decorate con ritratti delle donne più belle dell'aristocrazia romana eseguiti da un pittore fiammingo per ordine del cardinal Flavio, che eleggeva personalmente i soggetti.
Elemento caratterizzante del nuovo progetto fu la grande sala costruita al lato dello scalone principale, chiamata sala da pranzo d'estate, per l'uso che se ne faceva soltanto nel periodo caldo, data l'esposizione a settentrione. La sala da pranzo era illuminata da una grande vetrata e decorata con affreschi riproducenti il paesaggigio di Ariccia visto dalla stessa sala del Palazzo. La sala da pranzo d'inverno invece era completamente rivestita di cuoio che manteneva il calore nella sala.
Ariccia Merita una visita a parte lo splendido parco del palazzo che I Chigi acquistarono dai Savelli ampliandolo e portandone i confini a ridosso del palazzo conserva ancora la vegetazione originaria dei Castelli Romani, e che da sempre è stato meta di artisti e paesaggisti affascinati dalla natura selvaggia e dalla presenza di artistiche fontane e antiche costruzioni in rovina. Ariccia divenne infatti punto obbligato di sosta per tutti coloro che intraprendevano il Gran Tour d'Italie soprattutto dopo l'apertura della celebre Locanda Martorelli negli anni venti dell'800. Il parco venne rappresentato dai più grandi paesaggisti dell'epoca da Turner a Corot, al russo Ivanov, per i quali divenne l'incarnazione dei più alti ideali romantici.
Anche Stendhal rimase profondamente impressionato dalla selva e scrisse "il più bel bosco del mondo è quello dell'Ariccia: grandi blocchi nerastri di roccia nuda spuntano in mezzo a un bellissimo verde, e dai pittoreschi disegni, disegni del fogliame...".
Di Francesca Torri
www.activitaly.it/subura/centroitalia/ariccia.htm
Questa è Ariccia anche oggi, ma pochi sanno che l'apertura dell'acquedotto stravolse completamento l'assetto urbanistico del borgo così come lo aveva progettato il grande artista del barocco Gian Lorenzo Bernini. Un tempo i visitatori percorrevano l'antica Via Appia, entravano in città attraversando la turrita Porta Romana (altro progetto del Bernini), si inerpicavano per le ripide stradine fino a giungere alla Piazza principale esattamente al lato opposto.
In questo modo si apprezzava la splendida facciata del Palazzo (oggi visibile solo dal parco) man mano che ci si avvicinava alla città, e giunti alla piazza ci si trovava davanti la chiesa con i sue bracci laterali che tanto ricordano il Pantheon e il colonnato di San Pietro a Roma.
scena dal Gattopardo
Nel 1988 il Palazzo viene ceduto al Comune di Ariccia dal Principe Agostino Chigi Albani per una somma vicina ai sette miliardi e, dopo importanti lavori di restauro terminati solo nel novembre del 1999, è stato riaperto al pubblico. In occasione delle mostre importanti che ospita all'interno è possibile visitare, accompagnati da una guida, le sale al piano nobile. Sono le sale nelle quali Luchino Visconti girò le scene all'interno del palazzo di Donnafugata, residenza del principe di Salina, per il "Gattopardo".
Il Palazzo venne completamente trasformato sulla base del castello già dei Savelli sul sito ove anticamente sorgeva l'acropoli dell'Ariccia romana. Gli artefici di queste trasformazioni, i Chigi, subentrarono nel possesso del feudo di Ariccia nel 1661, e come d'uso a quel tempo elessero la villa sui Castelli Romani a loro residenza di campagna. I Chigi erano una delle famiglie più ricche a Roma. La loro residenza ufficiale era Palazzo Chigi, oggi sede del Primo ministro d'Italia, mentre la residenza suburbana si trovava a Trastevere: Villa Farnesina, dove lavorarono tra gli altri Raffaello e Peruzzi. Nella villa si tenevano sontuosi banchetti, come quello in occasione dell'elezione di Leone X al soglio pontificio, durante il quale i servitori sbalordirono gli ospiti gettando nel Tevere, dopo ogni portata, i preziosissimi piatti d'argento(recuperati però da una rete depositata sul fondo del fiume!).
Il maggiore esponenete della famiglia, Agostino, era il banchiere privato di Giulio II e per aver finanziato diverse imprese del papa ricevette in cambio il dono del nome nobiliare, Rovere. Tra i membri della famiglia ricordiamo anche un papa, AlesandroVII, il cui monumento in San Pietro non a caso fu eseguito dal Bernini, divenuto il consulente privato della famiglia.
Per la progettazione del palazzo di Ariccia il Bernini si avvalse fondamentalmente dell'aiuto del suo giovane collaboratore Carlo Fontana. I Chigi realizzarono il progetto del Bernini in due fasi; nel 1667/72 e nel 1740/43. Si scelse per l'esterno un colore in voga nel Barocco detto"Color dell'aria" un azzurrino il cui pregio è quello di cambiare tonalità a seconda delle condizioni atmosferiche.
L'ingresso è costituito da un grandioso portale che immette in un cortile interno che si affaccia sul parco. Ai lati del cortile sono le scalinate che portano all'interno del Palazzo.
All'interno molte sale hanno ancora le pareti rivestite dai pannelli di cuoio colorato con incise a pressione e a fuoco figurazioni diverse e tinteggiate in oro ed argento. L'arredamento conserva importanti mobili del Seicento tra cui la "farmacia", la stanza dello speziale che lavorava per la famiglia, progettata dallo stesso Fontana. La stanza era anche gabinetto dei ritratti, una sorta di albero genealogico nel quale si vede anche l'unico ritratto di Agostino a cui si ispirò Bernini per il cenotafio nella cappella di famiglia in Santa Maria del Popolo a Roma.
Agostino ebbe 17 figli di cui 14 femmine, dieci delle quali vennero avviate alla carriera monastica e in una sala del palazzo, detta delle suore, troviamo i loro ritratti. La stanza da letto di Agostino conserva ancora gli arredi, il letto e l'inginocchiatoio del '600; nel "Gattopardo" è la stanza da letto del principe di Salina.
Un'altra sala utilizzata nel film è la "Sala delle Belle" che diviene lo studio del Principe di Salina. Le pareti della sala sono decorate con ritratti delle donne più belle dell'aristocrazia romana eseguiti da un pittore fiammingo per ordine del cardinal Flavio, che eleggeva personalmente i soggetti.
Elemento caratterizzante del nuovo progetto fu la grande sala costruita al lato dello scalone principale, chiamata sala da pranzo d'estate, per l'uso che se ne faceva soltanto nel periodo caldo, data l'esposizione a settentrione. La sala da pranzo era illuminata da una grande vetrata e decorata con affreschi riproducenti il paesaggigio di Ariccia visto dalla stessa sala del Palazzo. La sala da pranzo d'inverno invece era completamente rivestita di cuoio che manteneva il calore nella sala.
Ariccia Merita una visita a parte lo splendido parco del palazzo che I Chigi acquistarono dai Savelli ampliandolo e portandone i confini a ridosso del palazzo conserva ancora la vegetazione originaria dei Castelli Romani, e che da sempre è stato meta di artisti e paesaggisti affascinati dalla natura selvaggia e dalla presenza di artistiche fontane e antiche costruzioni in rovina. Ariccia divenne infatti punto obbligato di sosta per tutti coloro che intraprendevano il Gran Tour d'Italie soprattutto dopo l'apertura della celebre Locanda Martorelli negli anni venti dell'800. Il parco venne rappresentato dai più grandi paesaggisti dell'epoca da Turner a Corot, al russo Ivanov, per i quali divenne l'incarnazione dei più alti ideali romantici.
Anche Stendhal rimase profondamente impressionato dalla selva e scrisse "il più bel bosco del mondo è quello dell'Ariccia: grandi blocchi nerastri di roccia nuda spuntano in mezzo a un bellissimo verde, e dai pittoreschi disegni, disegni del fogliame...".
Di Francesca Torri
www.activitaly.it/subura/centroitalia/ariccia.htm
Articolo Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Chigi_(Ariccia)
Nearby cities:
Coordinate: 41°43'17"N 12°40'20"E
- Villa degli Antonini 3.5 km
- Parco degli Acquedotti 18 km
- Villa Gordiani 22 km
- Terme di Caracalla 23 km
- torre paterno 24 km
- Porticus Aemilia 24 km
- Villa Adriana 26 km
- Santuario di Ercole Vincitore 29 km
- Parco dei Mostri di Bomarzo 93 km
- Cimitero Militare Polacco di Montecassino 98 km
- Comune di Ariccia 2.6 km
- Comune di Albano Laziale 2.8 km
- Comune di Castel Gandolfo 3.7 km
- Comune di Marino 5.3 km
- parco regionale dei castelli romani 6.4 km
- Comune di Grottaferrata 6.7 km
- Comune di Rocca di Papa 6.8 km
- Comune di Rocca Priora 11 km
- XI comunità montana del lazio- Castelli Romani e Monti Prenestini 17 km
- Comune di Palestrina 18 km