Antica Argos
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, 1 Chilometri dal centro (Άργος)
città, antico, strato storico
ARGO (῎Αργος). - Città del Peloponneso che i Greci consideravano la più antica dell'Ellade. Per la sua importanza come capitale del maggiore regno acheo, sede di Agamennone, è messa in rilievo nei poemi omerici, dove il nome "Argivi" serve ad indicare spesso tutti i Greci. La città, non lontana dal golfo Argolico, oggi di Nauplia, occupava nei tempi più antichi l'acropoli maggiore, o Larissa, dove si trovano resti di mura poligonali, e l'acropoli minore detta l'Aspis. Ivi si sono rinvenuti una cinta muraria in tecnica ciclopica e due gruppi di abitazioni riferibili al 2000 circa a. C. La città, in età arcaica e in età classica, si estese anche nel piano e fu circondata da mura ancor oggi in parte riconoscibili.
Il tema fondamentale della storia politica di Argo, dall'età arcaica in poi, fu la continua lotta contro Sparta per conservarsi indipendente. Vi riuscì perché aveva ricchezze di cultura e di commerci, era popolosa e aveva buone fortificazioni. Durante l'Impero romano fu abbastanza prospera.
Nella sella (Deiras) fra le due acropoli era il santuario di Apollo Pizio e di Atena Oxyderkès, disposto su quattro terrazze. Vi sono resti dei templi delle due divinità, di un mantèion, ossia del luogo dove si esercitava l'attività divinatoria, di un edificio circolare (tholos) e di un portico. Sui fianchi dell'acropoli maggiore è il teatro, scavato nella roccia, il quale poteva contenere ventimila spettatori ed era diviso in tre zone. Un altro piccolo teatro, vicino ad esso, era probabilmente destinato alle assemblee. L'areopago più antico (kritèrion) era invece nelle vicinanze su una terrazza sostenuta da un muro poligonale. I Romani vi costruirono una fontana monumentale. Il tempio di Afrodite era sotto il teatro, ai piedi della collina in cui questo era scavato, dov'era l'agorà. Vi si trovavano a Ovest i templi di Asklepios, di Artemide Peitho, di Atena Saipinx e, vicino, quelli di Latona e di Hera Antheia. A Est sono state scavate, da una missione olandese, le fondazioni di un portico dorico e di un tempio del IV sec., forse di Tyche. Vicino era il santuario delle Hòrai. Scavi recenti hanno meso in luce, ad E della strada per Tripoli, un'agorà porticata con vari edifici, fra cui una sala ipostila, databili nel V sec. a. C. Sull'acropoli maggiore era il santuario di Zeus Larisseos e di Atena, divinità spesso associate sulle cime delle acropoli (v. Rodi). Il ginnasio, famoso nell'antichità, detto Kylarabis, stava fuori delle mura, come lo stadio. Nei pressi della città è stata scavata in questi ultimi anni una necropoli geometrica, databile nel IX sec. a. C.
Il centro religioso della regione fu lo Heràion, uno dei più antichi santuarî della Grecia e dei più importanti perché dedicato ad Hera, ipostasi della dea Terra e quindi protettrice della fecondità del suolo e delle donne e protettrice dei morti. Ogni quattro anni vi si celebravano grandi feste nelle quali la sacerdotessa si recava da Argo allo Heràion su un carro tirato da due buoi bianchi (Herod., 1, 31). La sacerdotessa era a vita e le date nell'Argolide si computavano secondo gli anni della sua carica. Il santuario sorse alle pendici delle colline che fiancheggiano a oriente la piana argolica, al di sotto di un'acropoli, oggi detta Prosymna, che fu abitata dall'età neolitica alla micenea. La necropoli di quest'ultimo periodo ha dato materiali di primo ordine. Anche nel sito dove sorse il santuario esistette un insediamento neolitico e medioelladico. Il culto data dall'età preistorica ed è testimoniato da idoletti aniconici di pietra e di terracotta rappresentanti una divinità femminile dai fianchi sviluppati e da idoletti di terracotta dell'età micenea, che hanno una forma più naturalistica, per quanto il volto sia appena accennato. Nel sito del santuario si sono trovati vasi micenei, dello stile geometrico attico e protocorinzî. Il tempio più antico fu distrutto nel 423 a. C. (Tucid., iv, 1, 33); esso sorgeva in posizione più elevata rispetto al nuovo tempio ossia in quella che oggi si enumera come terza terrazza. Questa era sostenuta da un muro di tecnica ciclopica a grandi massi; il tempio era di forma allungatissima (m 36,30 × 8,5o), aveva colonne di legno (6 sulla fronte e 14 sui lati lunghi), con ampi interassi (m 3,50 rispetto a m o,8o di modulo della colonna). Nulla si sa della trabeazione. Il tempio costruito in sostituzione di quello distrutto era esastilo con 14 colonne sui lati lunghi (m 39,65 × 20,10); la cella era in antis, divisa in tre navate. La colonna aveva fusto e capitelli molto rigidi. Secondo Pausania (ii, 17, 8), nel frontone orientale erano rappresentate la nascita di Zeus e la gigantomachia e nell'occidentale la presa di Troia. I frammenti del frontone sono pochissimi mentre quelli delle metope sono in maggior numero. Vi si riconosce la rappresentazione di un'amazzonomachia e pertanto è verosimile l'ipotesi che nel lato Ovest le metope fossero decorate con scene di amazzonomachia e nel lato Est, per analogia col Partenone, decorate con scene di gigantomachia. In tal modo il frontone E non avrebbe contenuto due diversi miti, come è detto nel testo di Pausania, ma un mito solo, ossia la nascita di Zeus. Lo stile delle sculture non risente dell'arte di Policleto, come taluno ha pensato, ma rientra nel gusto del manierismo post-fidiaco. I confronti migliori si trovano infatti nelle sculture del tempio di Apollo a Basse presso Figalia e della balaustrata del tempietto di Atena Nike sull'acropoli di Atene. Nel tempio erano venerati la statua criselefantina di Hera costruita dal grande Policleto e lo xòanon eseguito per Tirinto dallo scultore dedalico Peirasos e trasportato nello Heràion dopo la presa di quella città da parte di Argo. Intorno al tempio erano portici, un edificio con peristilio, forse casa delle sacerdotesse, una sala ipostila, forse per le cerimonie mistiche. Al santuario si accedeva da un'ampia scalinata.
Storia
Considerata dai Greci la città più antica dell’Ellade, capitale del regno acheo di Agamennone, dopo l’invasione dorica Argo divenne la città più potente del Peloponneso, ma a causa delle lotte contro Sparta, che si alleò con molte città dell’Argolide, perse tale supremazia. Gli Argivi furono sconfitti dagli Spartani a metà del 6° sec. a.C. e nel 494; non parteciparono alla comune difesa della Grecia contro i Persiani (480) e nella guerra del Peloponneso si schierarono contro Sparta (sconfitta di Mantinea, 418), che avversarono ancora nella guerra corinzia (395) e in una nuova battaglia a Mantinea (362). Dopo un breve periodo di tirannide (metà 3° sec.), Argo. aderì alla lega achea (229), fino al suo scioglimento (146). Nei sec. 3° e 4° d.C. la città fu saccheggiata dai Goti (267 e 395), ma fu ancora centro commerciale importante in età bizantina; nel 1210 cadde in mano ai crociati e dal 1246 al 1261 appartenne al ducato di Atene. Tornò quindi all’Impero bizantino fino alla conquista turca (1460). Durante la guerra d’indipendenza greca, A. fu sede dell’Assemblea nazionale (1822) e fu devastata (1825) dalle truppe di Ibrahim Pascià.
Archeologia
Il sito di Argo. era già occupato dal Neolitico Medio, in posizione più meridionale rispetto all’attuale. Sono attestate fasi di frequentazione pertinenti all’Elladico Medio e Tardo, all’epoca protogeometrica e geometrica (istallazioni di carattere artigianale, sepolture). L’Heràion, uno dei più antichi santuari della Grecia, sorse ai piedi dell’acropoli oggi detta Prosymna, abitata fino al periodo miceneo; il culto di Hera, in quanto ipostasi della dea Terra, risale ad Argo. all’età preistorica. Il tempio originario, di forma allungata e con colonne in legno, fu distrutto nel 423 a.C. e sostituito da un esastilo, di cui si conservano frammenti del frontone e parti delle metope. Nella cella si trovava la statua criselefantina della dea, opera di Policleto. In età romana fu costruito l’acquedotto, e la città si arricchì di monumenti quali le terme nel ginnasio dell’agorà e il ninfeo sull’acropoli maggiore (età antonina).
Da Argo. prende nome la regione dell’Argolide, che si affaccia a Est sul golfo di Egina e a Ovest su quello di Nauplia. Percorsa da catene di monti calcarei, costituisce oggi il nomo di cui è capoluogo Nauplia.
Il tema fondamentale della storia politica di Argo, dall'età arcaica in poi, fu la continua lotta contro Sparta per conservarsi indipendente. Vi riuscì perché aveva ricchezze di cultura e di commerci, era popolosa e aveva buone fortificazioni. Durante l'Impero romano fu abbastanza prospera.
Nella sella (Deiras) fra le due acropoli era il santuario di Apollo Pizio e di Atena Oxyderkès, disposto su quattro terrazze. Vi sono resti dei templi delle due divinità, di un mantèion, ossia del luogo dove si esercitava l'attività divinatoria, di un edificio circolare (tholos) e di un portico. Sui fianchi dell'acropoli maggiore è il teatro, scavato nella roccia, il quale poteva contenere ventimila spettatori ed era diviso in tre zone. Un altro piccolo teatro, vicino ad esso, era probabilmente destinato alle assemblee. L'areopago più antico (kritèrion) era invece nelle vicinanze su una terrazza sostenuta da un muro poligonale. I Romani vi costruirono una fontana monumentale. Il tempio di Afrodite era sotto il teatro, ai piedi della collina in cui questo era scavato, dov'era l'agorà. Vi si trovavano a Ovest i templi di Asklepios, di Artemide Peitho, di Atena Saipinx e, vicino, quelli di Latona e di Hera Antheia. A Est sono state scavate, da una missione olandese, le fondazioni di un portico dorico e di un tempio del IV sec., forse di Tyche. Vicino era il santuario delle Hòrai. Scavi recenti hanno meso in luce, ad E della strada per Tripoli, un'agorà porticata con vari edifici, fra cui una sala ipostila, databili nel V sec. a. C. Sull'acropoli maggiore era il santuario di Zeus Larisseos e di Atena, divinità spesso associate sulle cime delle acropoli (v. Rodi). Il ginnasio, famoso nell'antichità, detto Kylarabis, stava fuori delle mura, come lo stadio. Nei pressi della città è stata scavata in questi ultimi anni una necropoli geometrica, databile nel IX sec. a. C.
Il centro religioso della regione fu lo Heràion, uno dei più antichi santuarî della Grecia e dei più importanti perché dedicato ad Hera, ipostasi della dea Terra e quindi protettrice della fecondità del suolo e delle donne e protettrice dei morti. Ogni quattro anni vi si celebravano grandi feste nelle quali la sacerdotessa si recava da Argo allo Heràion su un carro tirato da due buoi bianchi (Herod., 1, 31). La sacerdotessa era a vita e le date nell'Argolide si computavano secondo gli anni della sua carica. Il santuario sorse alle pendici delle colline che fiancheggiano a oriente la piana argolica, al di sotto di un'acropoli, oggi detta Prosymna, che fu abitata dall'età neolitica alla micenea. La necropoli di quest'ultimo periodo ha dato materiali di primo ordine. Anche nel sito dove sorse il santuario esistette un insediamento neolitico e medioelladico. Il culto data dall'età preistorica ed è testimoniato da idoletti aniconici di pietra e di terracotta rappresentanti una divinità femminile dai fianchi sviluppati e da idoletti di terracotta dell'età micenea, che hanno una forma più naturalistica, per quanto il volto sia appena accennato. Nel sito del santuario si sono trovati vasi micenei, dello stile geometrico attico e protocorinzî. Il tempio più antico fu distrutto nel 423 a. C. (Tucid., iv, 1, 33); esso sorgeva in posizione più elevata rispetto al nuovo tempio ossia in quella che oggi si enumera come terza terrazza. Questa era sostenuta da un muro di tecnica ciclopica a grandi massi; il tempio era di forma allungatissima (m 36,30 × 8,5o), aveva colonne di legno (6 sulla fronte e 14 sui lati lunghi), con ampi interassi (m 3,50 rispetto a m o,8o di modulo della colonna). Nulla si sa della trabeazione. Il tempio costruito in sostituzione di quello distrutto era esastilo con 14 colonne sui lati lunghi (m 39,65 × 20,10); la cella era in antis, divisa in tre navate. La colonna aveva fusto e capitelli molto rigidi. Secondo Pausania (ii, 17, 8), nel frontone orientale erano rappresentate la nascita di Zeus e la gigantomachia e nell'occidentale la presa di Troia. I frammenti del frontone sono pochissimi mentre quelli delle metope sono in maggior numero. Vi si riconosce la rappresentazione di un'amazzonomachia e pertanto è verosimile l'ipotesi che nel lato Ovest le metope fossero decorate con scene di amazzonomachia e nel lato Est, per analogia col Partenone, decorate con scene di gigantomachia. In tal modo il frontone E non avrebbe contenuto due diversi miti, come è detto nel testo di Pausania, ma un mito solo, ossia la nascita di Zeus. Lo stile delle sculture non risente dell'arte di Policleto, come taluno ha pensato, ma rientra nel gusto del manierismo post-fidiaco. I confronti migliori si trovano infatti nelle sculture del tempio di Apollo a Basse presso Figalia e della balaustrata del tempietto di Atena Nike sull'acropoli di Atene. Nel tempio erano venerati la statua criselefantina di Hera costruita dal grande Policleto e lo xòanon eseguito per Tirinto dallo scultore dedalico Peirasos e trasportato nello Heràion dopo la presa di quella città da parte di Argo. Intorno al tempio erano portici, un edificio con peristilio, forse casa delle sacerdotesse, una sala ipostila, forse per le cerimonie mistiche. Al santuario si accedeva da un'ampia scalinata.
Storia
Considerata dai Greci la città più antica dell’Ellade, capitale del regno acheo di Agamennone, dopo l’invasione dorica Argo divenne la città più potente del Peloponneso, ma a causa delle lotte contro Sparta, che si alleò con molte città dell’Argolide, perse tale supremazia. Gli Argivi furono sconfitti dagli Spartani a metà del 6° sec. a.C. e nel 494; non parteciparono alla comune difesa della Grecia contro i Persiani (480) e nella guerra del Peloponneso si schierarono contro Sparta (sconfitta di Mantinea, 418), che avversarono ancora nella guerra corinzia (395) e in una nuova battaglia a Mantinea (362). Dopo un breve periodo di tirannide (metà 3° sec.), Argo. aderì alla lega achea (229), fino al suo scioglimento (146). Nei sec. 3° e 4° d.C. la città fu saccheggiata dai Goti (267 e 395), ma fu ancora centro commerciale importante in età bizantina; nel 1210 cadde in mano ai crociati e dal 1246 al 1261 appartenne al ducato di Atene. Tornò quindi all’Impero bizantino fino alla conquista turca (1460). Durante la guerra d’indipendenza greca, A. fu sede dell’Assemblea nazionale (1822) e fu devastata (1825) dalle truppe di Ibrahim Pascià.
Archeologia
Il sito di Argo. era già occupato dal Neolitico Medio, in posizione più meridionale rispetto all’attuale. Sono attestate fasi di frequentazione pertinenti all’Elladico Medio e Tardo, all’epoca protogeometrica e geometrica (istallazioni di carattere artigianale, sepolture). L’Heràion, uno dei più antichi santuari della Grecia, sorse ai piedi dell’acropoli oggi detta Prosymna, abitata fino al periodo miceneo; il culto di Hera, in quanto ipostasi della dea Terra, risale ad Argo. all’età preistorica. Il tempio originario, di forma allungata e con colonne in legno, fu distrutto nel 423 a.C. e sostituito da un esastilo, di cui si conservano frammenti del frontone e parti delle metope. Nella cella si trovava la statua criselefantina della dea, opera di Policleto. In età romana fu costruito l’acquedotto, e la città si arricchì di monumenti quali le terme nel ginnasio dell’agorà e il ninfeo sull’acropoli maggiore (età antonina).
Da Argo. prende nome la regione dell’Argolide, che si affaccia a Est sul golfo di Egina e a Ovest su quello di Nauplia. Percorsa da catene di monti calcarei, costituisce oggi il nomo di cui è capoluogo Nauplia.
Nearby cities:
Coordinate: 37°38'9"N 22°43'19"E
- Battaglia di Sepeia 494 aC. 5.8 km
- BATTAGLIA DI CORONEA 394 aC. 87 km
- Battaglia di Coronea 447 aC. 89 km
- Battaglia di Cheronea 338 aC. 98 km
- BATTAGLIA DI TEGYRA 375 aC. 102 km
- BATTAGLIA DI ENOFITA 457 aC. 108 km
- BATTAGLIA DI DELION 424 AC. 114 km
- Battaglia navale di Capo Artemisio 480 aC 168 km
- Battaglia di Anfipoli 424 aC. 368 km
- Battaglia di Cynossema 411 aC 423 km
- Il Teatro di Argo 0.5 km
- L’Agorà di Argo 0.6 km
- Acropoli di Argos 0.6 km
- Tempio di Apollo Deiradiotes e Athena Oxyderkes 0.7 km
- Aspis di Argo 0.8 km
- Cimitero 0.9 km
- Monastero 1.1 km
- Cimitero 1.6 km
- Sorgente di Kephalàri 5.3 km
- Grotta 5.4 km