Palazzo Ina Assitalia (Comune di Firenze)
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Piazza della Stazione, 1-2-3
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“L’architetto Giovannozzi sulle antiche case di via Valfonda, dove si trovava il Capitolo di San Vincenzo delle terziarie domenicane, edificò un palazzo a due corpi, dove han trovato sede uffici come quelli dell’Associazione albergatori, quelli della Protezione della giovane, quelli della C.I.T., quelli dell’Artigianato Fiorentino, quelli dell’Istituto italiano assicurazioni, quelli dell’Ispettorato provinciale del lavoro, quelli dell’A.G.I.S.” (Bargellini- Guarnieri). Presso l’archivio storico del Comune di Firenze è un cospicuo numero di progetti relativi all’edificio, datati tra il 1935 e il 1940, che quindi pongono l’erezione dell’esteso fabbricato negli anni immediatamente successivi alla costruzione della nuova stazione ferroviaria realizzata dal Gruppo Toscano e inaugurata nel 1935. La contemporaneità delle opere è peraltro dichiarata sia dal disegno delle facciate sia dai materiali impiegati, dove prevale l’uso della pietra forte diversamente lavorata, con cornici in travertino a riquadrare gli accessi ai vani terreni, i portoni e le finestre. Di notevole qualità anche gli elementi di arredo, come le vasche ai lati degli ingressi, i colonnini cilindrici dei balconcini, le luci ai lati dei balconi stessi, di modo che stupisce non trovare (per quelle che sono state le nostre ricerche) nessun riscontro bibliografico sulla storia dell’edificio se non la breve segnalazione nel repertorio di Bargellini e Guarnieri, confermata dalla voce relativa all’ingegnere Ugo Giovannozzi nella Guida curata da Elisabetta Insabato e Cecilia Ghelli. Eccezionale, inoltre, in ambito fiorentino, l’estensione della fabbrica che, solo per quanto riguarda il fronte principale a guardare la stazione, si propone con tre blocchi ciascuno di dodici assi, collegati da corpi arretrati di maggiore altezza dove sono gli ingressi, che in questo modo godono di una certa riservatezza. A fianco dell’ingresso segnato dal numero civico 2 è una lapide che ricorda come in questi luoghi (al tempo in cui qui passava via Falfonda) Percy Bysshe Shelley avesse composto l’Ode al Vento occidentale e lavorato al Prometeo liberato.
Fonte:
Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
a cura di Claudio Paolini
sito web:
www.palazzospinelli.org/architetture/
Fonte:
Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
a cura di Claudio Paolini
sito web:
www.palazzospinelli.org/architetture/
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Coordinate: 43°46'36"N 11°14'58"E
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