Il Tumulo della Regina
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tomba, fossa, sito archeologico
Il tumulo è stato costruito su un rialzo naturale del terrazzo settentrionale della Doganaccia. Le ricerche archeologiche, dell’Università degli Studi di Torino e della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria meridionale, stanno mettendo in luce una pregevole architettura funeraria di età orientalizzante (VII sec. a.C.) che trova affinità con l’altro tumulo della Doganaccia. Questa necropoli si profila, quindi, come un’area cimiteriale utilizzata da una o più famiglie di rango molto elevato, al cui interno probabilmente emersero personalità con forte potere politico ed economico.
Gli scavi hanno messo in luce parte del tamburo settentrionale del monumento, la cui fondazione è scavata nella roccia e aveva un rivestimento esterno in blocchi, oggi perduto a causa delle pesanti spoliazioni. Il diametro della costruzione raggiunge i 40 m, misura che al momento ne fa il più grande tumulo di Tarquinia. Le depredazioni e le pesanti arature hanno purtroppo compromesso la conservazione della base dalla costruzione, come si nota nella parte di podio liberata dal terreno.
La tomba principesca, rivolta a ovest come il tumulo “del Re”, è preceduta da un grande ingresso a cielo aperto (“piazzaletto”, largo 5,7 m e profondo circa 7,5) delimitato su tre lati da spessi paramenti in blocchi regolari di calcare ben connessi fra loro; questo spazio introduceva alla cella funeraria, collocata verso il centro del tumulo. Il “piazzaletto” è semi-costruito e contraddistinto da una larga scalinata scavata nella roccia che scende verso l’ingresso della camera funeraria, dove si svolgevano riti e spettacoli in onore del defunto. Sul lato destro del piazzale, dove il paramento è meglio conservato, si notano, nella parte alta, blocchi disposti a formare una mensola aggettante, mentre le tracce di intonaco bianco su alcuni tratti dei muri indicano la presenza di un rivestimento originario a protezione dell’ambiente all’aperto.
Il monumento è sorto con diverse fasi costruttive. La prima ha riguardato lo spianamento del rialzo calcareo e lo scavo in profondità per ricavare gli ambienti funerari (il piazzaletto e la camera). Successivamente, la superficie del banco ai lati del piazzaletto è stata regolarizzata per permettere la messa in opera dei blocchi del paramento. Una volta creata l’elegante muratura (con una tecnica che trova analogie nell’architettura funeraria di Cipro) si è proceduto alla gettata dei livelli di terreno e pietrame per la costituzione del tumulo.
Fonte:
www.viadeiprincipi.it/it/necropoli-doganaccia/tumulo-re...
Gli scavi hanno messo in luce parte del tamburo settentrionale del monumento, la cui fondazione è scavata nella roccia e aveva un rivestimento esterno in blocchi, oggi perduto a causa delle pesanti spoliazioni. Il diametro della costruzione raggiunge i 40 m, misura che al momento ne fa il più grande tumulo di Tarquinia. Le depredazioni e le pesanti arature hanno purtroppo compromesso la conservazione della base dalla costruzione, come si nota nella parte di podio liberata dal terreno.
La tomba principesca, rivolta a ovest come il tumulo “del Re”, è preceduta da un grande ingresso a cielo aperto (“piazzaletto”, largo 5,7 m e profondo circa 7,5) delimitato su tre lati da spessi paramenti in blocchi regolari di calcare ben connessi fra loro; questo spazio introduceva alla cella funeraria, collocata verso il centro del tumulo. Il “piazzaletto” è semi-costruito e contraddistinto da una larga scalinata scavata nella roccia che scende verso l’ingresso della camera funeraria, dove si svolgevano riti e spettacoli in onore del defunto. Sul lato destro del piazzale, dove il paramento è meglio conservato, si notano, nella parte alta, blocchi disposti a formare una mensola aggettante, mentre le tracce di intonaco bianco su alcuni tratti dei muri indicano la presenza di un rivestimento originario a protezione dell’ambiente all’aperto.
Il monumento è sorto con diverse fasi costruttive. La prima ha riguardato lo spianamento del rialzo calcareo e lo scavo in profondità per ricavare gli ambienti funerari (il piazzaletto e la camera). Successivamente, la superficie del banco ai lati del piazzaletto è stata regolarizzata per permettere la messa in opera dei blocchi del paramento. Una volta creata l’elegante muratura (con una tecnica che trova analogie nell’architettura funeraria di Cipro) si è proceduto alla gettata dei livelli di terreno e pietrame per la costituzione del tumulo.
Fonte:
www.viadeiprincipi.it/it/necropoli-doganaccia/tumulo-re...
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