Torgiano

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Antico Borgo medievale nel cuore dell’Umbria sulla confluenza del Tevere con il Chiascio, fra colline tappezzate di vigneti ed uliveti.

Antico insediamento romano che la leggenda vuole unito al nome del dio Giano, al quale era dedicato l’antico torrione denominato appunto “Torre di Giano”.

Noto per le sue eccellenti produzioni tipiche, soprattutto vino e olio, il paese ha saputo fondere la memoria storica del suo passato con una moderna vocazione all’ospitalità che garantisce a turisti e residenti una confortevole permanenza in una verde oasi di pace e tranquillità.

La Storia
595 d.C., i Goti di Agilulfo distruggono l’insediamento romano formatosi come attivo porto fluviale connesso con la via Amerina, quando il Tevere era navigabile da Città di Castello a Roma; nelle spartizioni del territorio umbro fra Longobardi e Bizantini, l’area occupata da Torgiano è assegnata a questi ultimi.
1274, il 9 marzo il Comune di Perugia, per favorire la sua politica di espansione demografica, agricola ed economica verso la pianura tiberina, delibera la rifondazione del castrum Torsciani nell’area dell’antica pieve di San Bartolomeo; per rafforzare la propria posizione lungo il confine meridionale, Perugia edifica anche il baluardo del castrum Grifonis, l’attuale Brufa; nei decenni seguenti il castello di Torgiano assume sempre più la fisionomia di un borgo fortificato; è in questi anni che Fra Bevignate riceve l’incarico di costruire un Ponte Nuovo poco più a valle della confluenza dei fiumi Tevere e Chiascio.
1426, sono approvati i nuovi Statuti Comunali che sanciscono lo status giuridico di Torgiano, il cui governo è affidato a un vicario al quale sono demandati i poteri amministrativi e giudiziari.
1500, il castello è saccheggiato dall’esercito del Duca del Valentino, nonostante questi sia al servizio dei Perugini; nel 1540, invece, sfugge alle devastazioni che interessano Perugia durante la Guerra del Sale; i torgianesi festeggiano lo scampato pericolo con l’allestimento della prima infiorata; nel corso del Seicento i possedimenti della famiglia Signorelli sono divisi tra i casati dei Baglioni, dei Graziani e degli Ansidei.
XIX sec., mentre in Umbria si registra un generale sfaldamento delle grandi proprietà terriere, a Torgiano si costituiscono due importanti possedimenti di pertinenza dei conti Meniconi Bracceschi e del marchese e futuro cardinale Pietro Ugo Spinola, titolare di una vastissima tenuta tra Perugia e Torgiano.

Le sculture nelle piazze e il mosto nei musei
Entrando nel centro storico da Piazza Matteotti, dove un tempo si trovava l’antica Porta del Forno, e percorrendo Corso Vittorio Emanuele II, si osserva sulla sinistra l’Oratorio della Misericordia, al quale si affianca la mole della Chiesa di San Bartolomeo riedificata nel Settecento sulla pieve duecentesca (da vedere all’interno il Cristo deposto dalla croce di Felice Pellegrini, della scuola del Barocci, 1588). Di fronte è il secentesco Palazzo Manganelli, già proprietà della famiglia Baglioni, oggetto di restauro integrale; sulla destra, il palazzetto delle Manifatture Stocchi e l’antica residenza della famiglia Falcinelli.
Proseguendo lungo Via di Mezzo in leggera pendenza, s’incontra sulla sinistra il Palazzo Comunale, che si presenta nelle forme d’inizio Novecento, in angolo con Piazza Baglioni. Sull’altro lato della piazza è il barocco Palazzo Graziani Baglioni, una delle principali emergenze architettoniche della città, sede del Museo del Vino. Il palazzo, in fase di ristrutturazione, conserva al piano nobile una galleria affrescata di fine Seicento, una ricca biblioteca e numerose sale arredate con mobili d’epoca. Al termine delle mura che delimitano il giardino del palazzo, si notano le antiche Scuderie, oggi sede della Pro Loco.
Giunti al termine di Corso Vittorio Emanuele II, sulla destra si trova l’Oratorio di Sant’Antonio, che ha affrescata sul lato esterno una Madonna con Bambino attribuita alla scuola di Domenico Alfani, il noto pittore perugino della prima metà del Cinquecento allievo di Raffaello.
Proseguendo in Piazza Umberto I e prendendo per Via Garibaldi, si apprezzano sulla destra l’antica residenza di Palazzo Graziani, sede dell’albergo-ristorante Le Tre Vaselle, e, subito dopo, la secentesca Chiesa di Santa Maria nel Castello, collegata all’Ospedale medievale aperto sull’omonima piazza.
Risalendo la via, sulla destra si trova il Museo dell’Olio, sistemato sui tre piani di un antico edificio destinato fino a pochi decenni fa alla molitura delle olive. Giunti in Piazza della Repubblica sulla destra si può visitare presso la nuova Biblioteca Comunale la Collezione delle Vaselle d’Autore per il Vino Novello; di pertinenza della Biblioteca è la piazza alle spalle dell’edificio, aperta su una panoramica veduta delle mura castellane.
Il giro delle mura cittadine, o di quanto è rimasto, permette di cogliere la forma urbanistica dell’antico castrum. Iniziando il percorso da Piazza Matteotti, si prende sulla sinistra Viale della Rimembranza che, fra due filari di cipressi, conduce alla medievale Torre Baglioni, simbolo di Torgiano, sino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria dell’Olivello con pregevoli tele dei secoli XVI e XVII. Tornati in piazza, vediamo le mura dell’antico cassero, demolito nel Settecento per lasciare spazio al campanile della Chiesa di San Bartolomeo. Proseguendo lungo Via Pasquale Tiradossi, dove sono tuttora visibili alcuni tratti di mura castellane, si giunge a un ampio spazio delimitato da un pergolato aperto sulla valle del Tevere.
Raggiunto lo slargo davanti all’antica Porta di Sotto, in basso sulla sinistra si scorge l’antico palazzo abitato dai Signorelli, che al suo interno conteneva un piccolo oratorio. Continuando lungo l’alberata Via Giordano Bruno, si ritrovano nella tipica arenaria locale altre porzioni della cinta medievale, dominata dall’imponente cassero esposto a nord, la Torre della Jaccera.
Completato il percorso delle mura di fortificazione e tornati nuovamente in Piazza Matteotti, si può ripetere la visita del centro storico facendo attenzione, questa volta, alla presenza di numerosi interventi di artisti contemporanei, che hanno voluto rendere omaggio alle origini e alla storia di Torgiano. Dalle sculture di Nino Caruso, noto ceramista (La Fonte di Giano in Piazza Baglioni rende omaggio alla divinità romana dalla quale la tradizione popolare fa derivare il nome di Torgiano) alle delicate pitture di Mario Madiai, il borgo cerca di coniugare forma e struttura, arte e territorio.
Nearby cities:
Coordinate:   43°1'47"N   12°26'16"E
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