Il Teatro | sito archeologico

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 teatro, sito archeologico

Il teatro di Delfi, uno dei pochi teatri antichi di cui conosciamo la data esatta di costruzione, è situato all’interno del temenos di Apollo verso l’angolo nord-est del peribolos, o muro di cinta. E’ il luogo dove si svolgevano i concorsi musicali (canto e musica strumentale) dei giochi pitici e delle altre feste religiose, che resero il santuario, l’equivalente intellettuale e artistico di quello ben più famoso di Olimpia. La forma e la struttura originarie del teatro sono sconosciute, è possibile che gli spettatori fossero seduti su sedili di legno o per terra. Il primo teatro in pietra fu costruito nel IV secolo a.C. e sicuramente più volte restaurato. La forma attuale del teatro, con la cavea e l’orchestra lastricate in pietra, è il risultato del restauro voluto fra il 160 e il 159 a.C. da Eumene II di Pergamo. La cavea, costruita in parte su roccia (a nord e ad ovest) e in parte con materiale di risulta (a sud e ad est), è diviso orizzontalmente in due parti disuguali da un diazoma in pietra, (27 gradinate nella parte inferiore e 7 in quella superiore), è anche divisa verticalmente da una serie di scale in sei cunei nella sezione superiore e sette per quella inferiore. Il teatro potrebbe contenere cinquemila spettatori. L’orchestra a forma di ferro di cavallo è circondata da un condotto coperto per lo scolo delle acque, la pavimentazione e il parapetto risalgono all’epoca romana. Rilevanti iscrizioni sull’emancipazione degli schiavi sono inseriti nelle pareti dei parodoi, ma i loro testi sono oggi illeggibili perché troppo rovinati. Il palcoscenico, di cui rimangono solo le fondamenta, probabilmente diviso in proscenio e skenè, aveva la facciata abbellita da un fregio in rilievo raffigurante le fatiche di Ercole. Anche se scavato e restaurato, il teatro è in cattive condizioni: la cavea s’è infossata, i blocchi di calcare sono spaccati e scagliati, e molti dei suoi membri architettonici (posti a sedere e i blocchi delle mura dei parodoi) sono sparse in tutto il temenos.

Autore
R. Kolonia, archeologo - dal sito ODYSSEUS del Ministero della Cultura Ellenico, traduzione con aggiunte e note del curatore.
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Coordinate:   38°28'57"N   22°30'1"E