Piazza della Repubblica (Antico Foro Romano) (Comune di Firenze)

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 piazza, Luogo interessante, piazza storica

Piazza della Repubblica è una piazza del Firenze di forma rettangolare grande circa 75 m per 100 m. È il risultato più conosciuto dell'epoca del "Risanamento", quando fu ridefinita l'urbanistica della città in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865 al 1871).

Il Fòro Romano si trovava nell'attuale Piazza della Repubblica ed era il centro della vita politica (la Basilica), religiosa (il Tempio Capitolino), ed economica (il Mercato) della città: in epoca medievale si trasformerà nel Mercato Vecchio.
Sul Foro prospettava il Tempio Capitolino, dedicato alle tre maggiori divinità pagane (Giove, Giunone e Minerva), sopraelevato su un podium di tre metri, con larga scalinata: la zona corrisponde alla attuale Libreria Edison, a destra dell'arcone verso Via degli Strozzi.
Del Tempio pagano resta (oltre al ritrovamento di alcuni capitelli di stile corinzio durante lo sventramento ottocentesco) solo il nome nella Toponomastica: Via del Campidoglio (tra Via dei Pescioni e Via de' Brunelleschi). Alle sue spalle c’erano le Terme Capitoline, che erano nella zona delimitata ora da Via degli Strozzi, Via de' Vecchietti e Via dei Pescioni: sono stati trovati un fòrnice di accesso e la copertura a una piscina del frigidarium (ora esposti nel Cortile interno maggiore del Palazzo della Crocetta, ben visibili dalla Sala I del Museo Egizio).

In onore della Repubblica Italiana, proclamata nel 1946. Fino ad allora la piazza, nata dalle demolizioni di Mercato Vecchio, era intitolata al primo re d'Italia, di cui per un lungo periodo (1890-1932) portò al centro un monumento equestre, poi spostato all'ingresso delle Cascine.

La vita che si svolge a Firenze all'epoca dell'Unità d'Italia somiglia ancora a quella di un grande paese dove i mercati, le fiere, la vita di quartiere convivono e quasi hanno la meglio sulle prime usanze borghesi del caffè, dei circoli e del passeggio: nelle sere miti è infatti ancora abitudine diffusa del popolo conversare in strada degustando un'orzata, tipica bevanda locale.
Solo verso gli anni '80 dell'800 il centro della città si anima di locali: tra i più rinomati il Bottegone - all'angolo tra via Martelli e piazza Duomo, l'unico che aveva il permesso di stare aperto fino alle 2 di notte, invece che alle 23, per coloro che uscivano da teatro - Doney, in via Tornabuoni, il Caffè Elvetico e il Panone in via Por Santa Maria, l'Elvetichino in piazza del Duomo e il caffè Castelmur in via Calzaioli, tutti purtroppo scomparsi.
In tale panorama, piazza della Repubblica si configura dunque come "la piazza dei caffè", introducendo nella vita quotidiana quattro dei più eleganti e prestigiosi locali cittadini: le Giubbe Rosse, il primo ad essere inaugurato, Gilli e Paszkowski (tutti e tre ancor'oggi esistenti) e il caffè-concerto Gambrinus. Oltre ad offrire ai fiorentini fumanti cioccolate in tazza, caffè all'italiana e all'americana, birre ed altre esotiche e nuove bevande che potevano essere gustate nelle salette interne o sui tavolini all'aperto (è qui che si diffonderà a partire dal 1920 l'aperitivo Negroni, inventato da un barman fiorentino), questi locali divengono ben presto veri e propri circoli culturali nei quali si incontrano e discutono i più importanti artisti, letterati, filosofi e politici (fiorentini e non) del tempo.
Così il caffè delle Giubbe Rosse - fondato dai due fratelli tedeschi Reininghaus, fabbricanti di birra che ne fanno il punto di riferimento della numerosa comunità tedesca - diviene a partire dal 1913 il luogo d'incontro fisso del gruppo di Lacerba e quindi dei futuristi fiorentini, che lo eleggono a propria sede proprio per opporsi con forza dirompente ed avanguardistica alla "più antiestetica e borghese piazza che possa esservi al mondo", come ricorda lo scrittore futurista Alberto Viani. Successivamente, sarà il punto di ritrovo degli scrittori Vittorini, Gadda e Montale, mantenendo viva la propria specificità di caffè letterario. In opposizione al turbolento caffè dei futuristi, sull'altro lato della piazza, Gilli diviene l'elegante sede degli intellettuali più in vista - qui amava sostare Carducci e Prezzolini si riuniva con i redattori della Voce - e Paszkowski il salotto più amato da Papini, Soffici e Salvemini.

Fonti: www.tuscanyiloveyou.com/it/citta/firenze/la-firenze-rom...
www.comune.fi.it/archiviostorico/narratives/000015/0000...
sit.comune.fi.it/stradariostorico/ASP/Info.asp?type=poi...

Per approfondire:www.comune.fi.it/viverefirenze/baricentro/baric.html
www.comune.firenze.it/archiviostorico/narratives/000015...
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