Remedello Sopra
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villaggio, Comune
I primi insediamenti risalgono all'Età del Rame. Presso la località Dovarese è stata rinvenuta una necropoli risalente al IV e al III millennio a.C., la cui ricchezza e numerosità dei reperti ha fatto sì che la cultura a cui essa appartiene è stata denominata di Remedello[5].
Anche le epoche successive risultano documentate. A Dovarese sono stati trovati dei reperti appartenenti alla cultura del vaso campaniforme, più precisamente risalenti ad un periodo tra il 2000 e 1800 a.C., mentre il particolare ritrovamento del ripostiglio di asce in bronzo a Remedello Sopra risulta appartenente al Bronzo antico (1800-1500 a.C.). Nei pressi del confine con Asola sono stati rinvenuti reperti del Bronzo medio (1500-1300 a.C.)[5].
Risultano assenti le epoche del cosiddetto Bronzo tardo (XIII secolo a.C.) e del Bronzo finale (XII-X secolo a.C.), sebbene esistano documentazioni nei comuni vicini. Sono infine stati trovati degli insediamenti di epoca gallica e romana, grazie all'iniziativa di metà anni ottanta del XIX secolo dell'allora parroco di Remedello Sotto, Ruzzenenti, e di studiosi come Chierici e Bandieri[6]. Nella località di Sotto era presente una villa che fu distrutta nel III secolo a causa di un incendio[7].
Di epoca longobarda sono stati infine trovati dei reperti datati V e VI secolo, mentre in epoca carolingia (VIII e XI secolo) risulta che i terreni del luogo erano di proprietà del monastero di Leno e di quello di Acquanegra. In seguito il Vescovo di Brescia assoggettò la pieve di San Donato sia a livello spirituale sia a livello feudale, tanto che nel 1194 l'abate di Leno, tal Gonterio, portò a processo la diocesi con l'obiettivo di recuperare beni e diritti su gran parte della Bassa bresciana, compreso la chiesa remedellese[6].
A partire dal 1218, Remedello compare più volte nel Liber Potheris del comune di Brescia: dotato di castrum era d'importanza strategica per il controllo dei confini con il mantovano[6].
Nell'estimo visconteo del 1385 viene citato come appartenente alla quadra di Asola[8][9]. Tuttavia è attestata nel secolo XIV la sua tributarietà nei confronti dei Gonzaga: nel 1427 il castello remedellese fu occupato dal Carmagnola. La comunità fece giuramento di fedeltà alla Repubblica di Venezia la quale tuttavia cedette il territorio a Francesco Gonzaga il quale lo aveva reclamato motivandone l'appartenenza storica alla giuridizione asolana[6].
Per due secoli fu conteso fra Venezia e Mantova, come tutto l'asolano: durante il dominio della Serenissima i due abitati fecero parte della quadra di Asola[8][9] come è attestato anche dal Catastico bresciano di Da Lezze (1610) e dall'Estimo Mercantile del Territorio (1750)[6].
Entrate a far parte della provvisoria Repubblica bresciana (marzo 1797), con il Decreto 1 maggio 1797 Remedello di Sopra e Remedello di Sopra furono considerate municipalità separate all'interno del cantone del Clisi; questo inquadramento fu poi mantenuto con il passaggio al Dipartimento del Mella della Cisalpina (novembre 1797)[10][11].
Nel maggio dell'anno seguente, i due comuni furono inseriti nel Distretto di Gottolengo, poi di Caccia Libera, del dipartimento del Mella. Dopo la breve parentesi dell'occupazione austro-russa (1799-1800), durante la seconda repubblica cisalpina si procedette ad un riassetto amministrativo (maggio 1801) che si mantenne anche durante la napoleonica repubblica italiana: le due municipalità remedellesi furono affidate al Distretto III di Verola Alghise del Dipartimento del Mella[10][11].
Con la tramutazione dello stato in Regno si procedette ad un'altra riorganizzazione amministrativa. Nel giugno 1805 i due comuni furono inseriti nel Cantone II di Leno a sua volta appartenente al Distretto III di Verolanuova del Dipartimento del Mella. Nel 1810 Remedello di Sotto fu soppresso e il suo territorio fu incorporato in quello di Remedello di Sopra. A sua volta il nuovo comune fu inserito nel cantone V di Montechiaro del distretto I di Brescia[10][11].
Dopo l'assegnazione dei territori del bresciano al Regno Lombardo-Veneto a seguito del Congresso di Vienna, Remedello di Sotto riottenne la municipalità autonoma. I due comuni furono compresi all'interno del Distretto IV di Montechiaro della provincia di Brescia[12][13].
Dopo gli eventi della seconda guerra di indipendenza italiana e il Decreto Rattazzi (1859), i due comuni remedellesi entrarono a far parte del Regno di Sardegna (dal 1861, Regno d'Italia). Furono inquadrati nel Mandamento II di Montechiaro del Circondario V di Castiglione della nuova provincia di Brescia[14][15].
Durante gli ultimi decenni del XIX secolo, i due comuni furono al centro di alcune attività di miglioramento della produzione agraria. Nel 1895 a Remedello Sopra Padre Piamarta e don Giovanni Bonsignori fondarono la Colonia Agricola Bresciana in cui fu sperimentato il principio di Stanislao Solari sulla rotazione delle colture di leguminose allo scopo di favorire l'Azotofissazione. Tobia Bresciani, invece, collaborò con Ottorino Villa a Remedello Sotto e progettò un canale per lo sfruttamento delle acque del Chiese[16].
Nel 1927, con Regio Decreto 11 dicembre 1927, n. 2479, le due municipalità furono soppresse e i loro territori furono assegnati al nuovo comune di Remedello[14][15].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Torre del castello di Remedello Sopra
[modifica] Remedello Sopra
Castello: stando al Catasto Napoleonico del 1808 che ne riportava i confini, il fortilizio aveva pianta quadrata. Di esso, oggi rimane solo la torre in muratura posta laddove c'era l'ingresso.
Chiesa di San Lorenzo: parrocchiale costruita nel 1601 al posto di un precedente edificio ecclesiale a sua volta edificato nel Cinquecento. All'interno è presente una pala dedicata a San Lorenzo, patrono della frazione, opera di un allievo del Tiziano. La pala dedicata alla Madonna con Gesù Bambino in grembo assieme ai santi Giuseppe, Agnese, Sebastiano e Quirino proviene invece dalla chiesa della Disciplina: è incorniciata da una soasa in legno laccato.
Chiesa della Disciplina: costruita nel Quattrocento dalla confraternita del Rosario e poi passata a quella dei Disciplini nel Cinquecento. Subì trasformazioni negli anni ottanta del XVIII secolo. Gli interni sono opera di Lamberto Orazio de Rossi che dipinse episodi del Nuovo Testamento tra cui una copia dell'Ultima Cena leonardesca. Nel 1967, l'edificio è passato in proprietà all'Istituto Bonsignori che vi ha collocato il museo civico per i reperti archeologici rinvenuti nella zona.
Santuario dei morti del Gandino: è dedicato alla Maternità della Beata Vergine Maria. Fu costruito nel XVIII secolo come Ex-voto per la peste del 1630[6].
[modifica] Remedello Sotto
Chiesa di San Donato: parrocchiale costruita nel 1774 sulla precedente pieve e dedicata a San Donato patrono della frazione[6].
Anche le epoche successive risultano documentate. A Dovarese sono stati trovati dei reperti appartenenti alla cultura del vaso campaniforme, più precisamente risalenti ad un periodo tra il 2000 e 1800 a.C., mentre il particolare ritrovamento del ripostiglio di asce in bronzo a Remedello Sopra risulta appartenente al Bronzo antico (1800-1500 a.C.). Nei pressi del confine con Asola sono stati rinvenuti reperti del Bronzo medio (1500-1300 a.C.)[5].
Risultano assenti le epoche del cosiddetto Bronzo tardo (XIII secolo a.C.) e del Bronzo finale (XII-X secolo a.C.), sebbene esistano documentazioni nei comuni vicini. Sono infine stati trovati degli insediamenti di epoca gallica e romana, grazie all'iniziativa di metà anni ottanta del XIX secolo dell'allora parroco di Remedello Sotto, Ruzzenenti, e di studiosi come Chierici e Bandieri[6]. Nella località di Sotto era presente una villa che fu distrutta nel III secolo a causa di un incendio[7].
Di epoca longobarda sono stati infine trovati dei reperti datati V e VI secolo, mentre in epoca carolingia (VIII e XI secolo) risulta che i terreni del luogo erano di proprietà del monastero di Leno e di quello di Acquanegra. In seguito il Vescovo di Brescia assoggettò la pieve di San Donato sia a livello spirituale sia a livello feudale, tanto che nel 1194 l'abate di Leno, tal Gonterio, portò a processo la diocesi con l'obiettivo di recuperare beni e diritti su gran parte della Bassa bresciana, compreso la chiesa remedellese[6].
A partire dal 1218, Remedello compare più volte nel Liber Potheris del comune di Brescia: dotato di castrum era d'importanza strategica per il controllo dei confini con il mantovano[6].
Nell'estimo visconteo del 1385 viene citato come appartenente alla quadra di Asola[8][9]. Tuttavia è attestata nel secolo XIV la sua tributarietà nei confronti dei Gonzaga: nel 1427 il castello remedellese fu occupato dal Carmagnola. La comunità fece giuramento di fedeltà alla Repubblica di Venezia la quale tuttavia cedette il territorio a Francesco Gonzaga il quale lo aveva reclamato motivandone l'appartenenza storica alla giuridizione asolana[6].
Per due secoli fu conteso fra Venezia e Mantova, come tutto l'asolano: durante il dominio della Serenissima i due abitati fecero parte della quadra di Asola[8][9] come è attestato anche dal Catastico bresciano di Da Lezze (1610) e dall'Estimo Mercantile del Territorio (1750)[6].
Entrate a far parte della provvisoria Repubblica bresciana (marzo 1797), con il Decreto 1 maggio 1797 Remedello di Sopra e Remedello di Sopra furono considerate municipalità separate all'interno del cantone del Clisi; questo inquadramento fu poi mantenuto con il passaggio al Dipartimento del Mella della Cisalpina (novembre 1797)[10][11].
Nel maggio dell'anno seguente, i due comuni furono inseriti nel Distretto di Gottolengo, poi di Caccia Libera, del dipartimento del Mella. Dopo la breve parentesi dell'occupazione austro-russa (1799-1800), durante la seconda repubblica cisalpina si procedette ad un riassetto amministrativo (maggio 1801) che si mantenne anche durante la napoleonica repubblica italiana: le due municipalità remedellesi furono affidate al Distretto III di Verola Alghise del Dipartimento del Mella[10][11].
Con la tramutazione dello stato in Regno si procedette ad un'altra riorganizzazione amministrativa. Nel giugno 1805 i due comuni furono inseriti nel Cantone II di Leno a sua volta appartenente al Distretto III di Verolanuova del Dipartimento del Mella. Nel 1810 Remedello di Sotto fu soppresso e il suo territorio fu incorporato in quello di Remedello di Sopra. A sua volta il nuovo comune fu inserito nel cantone V di Montechiaro del distretto I di Brescia[10][11].
Dopo l'assegnazione dei territori del bresciano al Regno Lombardo-Veneto a seguito del Congresso di Vienna, Remedello di Sotto riottenne la municipalità autonoma. I due comuni furono compresi all'interno del Distretto IV di Montechiaro della provincia di Brescia[12][13].
Dopo gli eventi della seconda guerra di indipendenza italiana e il Decreto Rattazzi (1859), i due comuni remedellesi entrarono a far parte del Regno di Sardegna (dal 1861, Regno d'Italia). Furono inquadrati nel Mandamento II di Montechiaro del Circondario V di Castiglione della nuova provincia di Brescia[14][15].
Durante gli ultimi decenni del XIX secolo, i due comuni furono al centro di alcune attività di miglioramento della produzione agraria. Nel 1895 a Remedello Sopra Padre Piamarta e don Giovanni Bonsignori fondarono la Colonia Agricola Bresciana in cui fu sperimentato il principio di Stanislao Solari sulla rotazione delle colture di leguminose allo scopo di favorire l'Azotofissazione. Tobia Bresciani, invece, collaborò con Ottorino Villa a Remedello Sotto e progettò un canale per lo sfruttamento delle acque del Chiese[16].
Nel 1927, con Regio Decreto 11 dicembre 1927, n. 2479, le due municipalità furono soppresse e i loro territori furono assegnati al nuovo comune di Remedello[14][15].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Torre del castello di Remedello Sopra
[modifica] Remedello Sopra
Castello: stando al Catasto Napoleonico del 1808 che ne riportava i confini, il fortilizio aveva pianta quadrata. Di esso, oggi rimane solo la torre in muratura posta laddove c'era l'ingresso.
Chiesa di San Lorenzo: parrocchiale costruita nel 1601 al posto di un precedente edificio ecclesiale a sua volta edificato nel Cinquecento. All'interno è presente una pala dedicata a San Lorenzo, patrono della frazione, opera di un allievo del Tiziano. La pala dedicata alla Madonna con Gesù Bambino in grembo assieme ai santi Giuseppe, Agnese, Sebastiano e Quirino proviene invece dalla chiesa della Disciplina: è incorniciata da una soasa in legno laccato.
Chiesa della Disciplina: costruita nel Quattrocento dalla confraternita del Rosario e poi passata a quella dei Disciplini nel Cinquecento. Subì trasformazioni negli anni ottanta del XVIII secolo. Gli interni sono opera di Lamberto Orazio de Rossi che dipinse episodi del Nuovo Testamento tra cui una copia dell'Ultima Cena leonardesca. Nel 1967, l'edificio è passato in proprietà all'Istituto Bonsignori che vi ha collocato il museo civico per i reperti archeologici rinvenuti nella zona.
Santuario dei morti del Gandino: è dedicato alla Maternità della Beata Vergine Maria. Fu costruito nel XVIII secolo come Ex-voto per la peste del 1630[6].
[modifica] Remedello Sotto
Chiesa di San Donato: parrocchiale costruita nel 1774 sulla precedente pieve e dedicata a San Donato patrono della frazione[6].
Articolo Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Remedello
Nearby cities:
Coordinate: 45°16'43"N 10°22'19"E
- Casalmoro 2.4 km
- Isorella 6.1 km
- Fiesse 6.1 km
- Gambara 7.5 km
- Gottolengo 9 km
- Medole 12 km
- Ostiano 12 km
- Canneto sull' Oglio 13 km
- Pralboino 13 km
- Bozzolo 20 km
- Comune di Remedello / Remedél 1 km
- Comune di Gambara 5.4 km
- Comune di Fiesse / Fiès 6.4 km
- Comune di Asola / Àsula 7.8 km
- Comune di Gottolengo / Otalènch 8.5 km
- Comune di Calvisano / Calvisà 8.8 km
- Comune di Pralboino / Pralbuì 11 km
- Comune di Ostiano / Üstià 11 km
- Comune di Ghedi / Ghét 15 km
- Comune di Leno / Lén 15 km