Chiesa di Santa Croce
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L’attuale chiesa di Santa Croce a Greve, che sorge sul sito occupato precedentemente da un piccolo oratorio caduto in rovina, fu edificata tra il 1833 e il 1835 su progetto dell’architetto Luigi Cambray Digny. Il nuovo edificio fu così ricostruito in forme neoclassiche al culmine della piazza principale: a tre navate, con un’abside semicircolare e soffitto a cassettoni dipinto sopra la navata centrale, l’impianto della chiesa ricorda, all’interno, forme rinascimentali fiorentine, mentre all’esterno, la facciata classicheggiante è caratterizzata da un grande portico a tre arcate. Al di sopra di questo, un cornicione ornato di ghirlande funge da basamento per le due nicchie soprastanti, poste sotto il timpano centrale e ai lati del rosone, nelle quali sono ospitate le statue di San Giovanni Battista e San Francesco. La torre campanaria, a pianta quadrata, era originariamente più bassa e fu rialzata di una cella nel corso del restauro del 1913. Dell’originaria chiesetta trecentesca non rimane più nulla: la primitiva costruzione era stata autorizzata dal vescovo di Fiesole Fuligno e, insieme a molte altre chiese rurali, faceva parte della pievania di San Cresci al Monte Ficalle. La chiesa di Santa Croce, dunque, pur non vantando un’origine antica, conserva al suo interno interessanti opere d’arte provenienti da alcune chiese dei dintorni. Partendo dalla parete destra, a metà di quest’ultima troviamo un tabernacolo trecentesco con la Madonna col Bambino: si tratta di un affresco staccato da un tabernacolo che si trovava nella piazza del paese, sotto le logge, attribuito dalla critica ad un non meglio identificato ‘Maestro di Greve’. Nella cappella a destra dell’altar maggiore si conserva, invece, un bel trittico a fondo oro di Bicci di Lorenzo, ancora con la sua cornice monocuspidata originale e che proviene dalla chiesa di San Martino a Uzzano. In questa cappella è presente anche una tela settecentesca di scuola fiorentina rappresentante l’Educazione della Vergine, dipinto pervenuto dalla chiesa di San Silvestro a Convertoie, un edificio ora venduto a privati e purtroppo spogliato delle opere che vi si conservavano. Dalla chiesa di San Cresci a Montefioralle proviene, invece, il Crocifisso ligneo della cappella maggiore. Secondo gli ultimi e più recenti studi, questo Crocifisso è attribuibile a uno scultore spagnolo della prima metà del XV secolo. Il trattamento della struttura anatomica del Cristo, cioè la simmetria del corpo rispetto al proprio asse, la mancanza di torsione nelle gambe che appaiono ben distese, la capigliatura resa in maniera regolare e semplice, suggeriscono infatti una datazione nella prima metà del Quattrocento, anziché una collocazione ai primi anni del Trecento a cui alcuni elementi potrebbero far pensare.
Nella cappella a sinistra dell’altare maggiore è collocato un Ciborio in terracotta invetriata attribuito alla bottega di Santi Buglioni. Nella parete di sinistra della cappella è una piccola tavola tardo trecentesca rappresentante l’Annunciazione per la quale è stato proposto il nome del pittore fiorentino Giovanni dal Ponte. All’ultimo altare della navata sinistra, è conservato un altorilievo in gesso smaltato rappresentante la Sacra Famiglia, opera di Pio Fedi, mentre al primo altare della stessa navata si venera una immagine della Beata Vergine. Si tratta della riproduzione a stampa della Madonna del Conforto, una piccola terracotta invetriata dal potere taumaturgico, venerata nella città di Arezzo sin dal 1796 e il cui culto si diffuse anche a Greve a partire dalla fine del XVIII secolo.
Fonte:
Verdi terre di Toscana
www.verditerre.org/verde/6/2grevecroce.html
Nella cappella a sinistra dell’altare maggiore è collocato un Ciborio in terracotta invetriata attribuito alla bottega di Santi Buglioni. Nella parete di sinistra della cappella è una piccola tavola tardo trecentesca rappresentante l’Annunciazione per la quale è stato proposto il nome del pittore fiorentino Giovanni dal Ponte. All’ultimo altare della navata sinistra, è conservato un altorilievo in gesso smaltato rappresentante la Sacra Famiglia, opera di Pio Fedi, mentre al primo altare della stessa navata si venera una immagine della Beata Vergine. Si tratta della riproduzione a stampa della Madonna del Conforto, una piccola terracotta invetriata dal potere taumaturgico, venerata nella città di Arezzo sin dal 1796 e il cui culto si diffuse anche a Greve a partire dalla fine del XVIII secolo.
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Verdi terre di Toscana
www.verditerre.org/verde/6/2grevecroce.html
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