Castello di Verrazzano
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Il castello di Verrazzano il cui toponimo rivela una probabile origine etrusco-romana, divenne in epoca longobarda proprietà della famiglia in seguito chiamata da Verrazzano.
In questo luogo la tradizione vinicola ha radici antiche, come si evince da un manoscritto della badia di Passignano del 1170 (o 1150) in cui si fa menzione dei vigneti di Verrazzano.
Secondo la tradizione nel 1485 vi nacque Giovanni da Verrazzano, il famoso navigatore che scoprì la Baia di New York ed esplorò la maggior parte della costa orientale americana. Lo stemma della famiglia “partito d’oro e d’argento, alla stella di rosso” che campeggia al centro della torre, reca una grande rosa dei venti alla quale fu poi aggiunto il giglio di Francia per i servigi resi da Giovanni al re Francesco I. L’edificio fu sicuramente ampliato nel secolo successivo, ma soltanto nel secondo dopoguerra si intervenne sulle strutture esistenti, apportandovi un’incisiva quanto arbitraria azione di restauro. Oggi, l’insediamento è costituito da una torre alla quale si appoggiano altri due corpi di fabbrica, probabilmente successivi, anche se l’intero complesso sembra frutto di una ricostruzione databile al Dopoguerra, che ha modificato fortemente la struttura. Anche la parte turrita è infatti provvista di una merlatura sicuramente ricostruita e di una ristuccatura del paramento che ne rende difficile una datazione. Le aperture coronate in pietra serena e gran parte dei portali a pian terreno sono frutto di recenti restauri, mentre di notevole interesse sono gli arredi del giardino, costituiti da una grande vasca e una serie di statue in pietra di grande effetto scenografico.
L’interesse del sito deriva dal fatto che esso costituisce il risultato di una concentrazione di proprietà immobiliari realizzata nel corso dei secoli finali del Medioevo, partendo probabilmente da una casa “da signore” di proprietà della famiglia che portava il nome della località (i Da Verrazzano). Così, il villaggio «de Varrazano» che, nella prima metà del Trecento, riuniva case, orti, aie e capanne si sarebbe trasformato in un centro residenziale e di sfruttamento agricolo appartenente soltanto alla famiglia più eminente del luogo. La torre centrale si configura come una costruzione tardo romanica, quale elemento di avvistamento sulla Val di Greve, e probabilmente collegata, attraverso un camminamento sotterraneo, alla seconda torre poco distante. Il castello risulta essere il risultato finale di una concentrazione di proprietà immobiliari realizzata nel tardo Medioevo, il cui elemento originario si può probabilmente ricondurre alla presenza di una “casa da signore” forse di proprietà della famiglia Da Verrazzano. Il Repetti descrive l’edificio quale «villa signorile con tenuta annessa nel popolo di San Martino in Valle [...], resedio con fattoria annessa, noto per essere stata costà la culla de’ nobili da Verrazzano, i cui discendenti conservarono fino all’ultimo fiato cotesto luogo in venerazione [...]» Il giardino, articolato in più zone che circondano l’edificio, si presenta ancora oggi di notevole interesse, con numerosi arredi e una notevole presenza di statue che lo arricchiscono e contornano il grande specchio d’acqua, il quale riverbera l’immagine del vasto complesso creando una cornice scenografica di notevole impatto.
Il grande bacino d’acqua che caratterizza il giardino antistante l’immobile è costituito da una ampia vasca a pianta rettangolare, in laterizi e rifinita con elementi lapidei, attualmente circondata da vasi e statue di terracotta. Non si trovano nel parco fontane decorative o monumentali, ma è interessante notare come la presenza dell’acqua si manifesti in questo sito con il grande invaso, cioè con un elemento eminentemente funzionale, utile come cisterna d’acqua e probabilmente come vivaio di pesci, sottolineando così il carattere produttivo del complesso.
Fonte:
Verdi Terre di Toscana
www.verditerre.org/verde/6/3greveverrazzano.html
In questo luogo la tradizione vinicola ha radici antiche, come si evince da un manoscritto della badia di Passignano del 1170 (o 1150) in cui si fa menzione dei vigneti di Verrazzano.
Secondo la tradizione nel 1485 vi nacque Giovanni da Verrazzano, il famoso navigatore che scoprì la Baia di New York ed esplorò la maggior parte della costa orientale americana. Lo stemma della famiglia “partito d’oro e d’argento, alla stella di rosso” che campeggia al centro della torre, reca una grande rosa dei venti alla quale fu poi aggiunto il giglio di Francia per i servigi resi da Giovanni al re Francesco I. L’edificio fu sicuramente ampliato nel secolo successivo, ma soltanto nel secondo dopoguerra si intervenne sulle strutture esistenti, apportandovi un’incisiva quanto arbitraria azione di restauro. Oggi, l’insediamento è costituito da una torre alla quale si appoggiano altri due corpi di fabbrica, probabilmente successivi, anche se l’intero complesso sembra frutto di una ricostruzione databile al Dopoguerra, che ha modificato fortemente la struttura. Anche la parte turrita è infatti provvista di una merlatura sicuramente ricostruita e di una ristuccatura del paramento che ne rende difficile una datazione. Le aperture coronate in pietra serena e gran parte dei portali a pian terreno sono frutto di recenti restauri, mentre di notevole interesse sono gli arredi del giardino, costituiti da una grande vasca e una serie di statue in pietra di grande effetto scenografico.
L’interesse del sito deriva dal fatto che esso costituisce il risultato di una concentrazione di proprietà immobiliari realizzata nel corso dei secoli finali del Medioevo, partendo probabilmente da una casa “da signore” di proprietà della famiglia che portava il nome della località (i Da Verrazzano). Così, il villaggio «de Varrazano» che, nella prima metà del Trecento, riuniva case, orti, aie e capanne si sarebbe trasformato in un centro residenziale e di sfruttamento agricolo appartenente soltanto alla famiglia più eminente del luogo. La torre centrale si configura come una costruzione tardo romanica, quale elemento di avvistamento sulla Val di Greve, e probabilmente collegata, attraverso un camminamento sotterraneo, alla seconda torre poco distante. Il castello risulta essere il risultato finale di una concentrazione di proprietà immobiliari realizzata nel tardo Medioevo, il cui elemento originario si può probabilmente ricondurre alla presenza di una “casa da signore” forse di proprietà della famiglia Da Verrazzano. Il Repetti descrive l’edificio quale «villa signorile con tenuta annessa nel popolo di San Martino in Valle [...], resedio con fattoria annessa, noto per essere stata costà la culla de’ nobili da Verrazzano, i cui discendenti conservarono fino all’ultimo fiato cotesto luogo in venerazione [...]» Il giardino, articolato in più zone che circondano l’edificio, si presenta ancora oggi di notevole interesse, con numerosi arredi e una notevole presenza di statue che lo arricchiscono e contornano il grande specchio d’acqua, il quale riverbera l’immagine del vasto complesso creando una cornice scenografica di notevole impatto.
Il grande bacino d’acqua che caratterizza il giardino antistante l’immobile è costituito da una ampia vasca a pianta rettangolare, in laterizi e rifinita con elementi lapidei, attualmente circondata da vasi e statue di terracotta. Non si trovano nel parco fontane decorative o monumentali, ma è interessante notare come la presenza dell’acqua si manifesti in questo sito con il grande invaso, cioè con un elemento eminentemente funzionale, utile come cisterna d’acqua e probabilmente come vivaio di pesci, sottolineando così il carattere produttivo del complesso.
Fonte:
Verdi Terre di Toscana
www.verditerre.org/verde/6/3greveverrazzano.html
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Coordinate: 43°36'4"N 11°17'5"E
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