Il Megaron e il Tempio Geometrico

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Ad est del porticato, che si connette agli edifici 29 e 30 sul lato est del Palazzo a Megaron ritrovato nel 1926, fu individuata una fossa, chiamata fovea, che conteneva principalmente ceramica e alcuni oggetti di metallo. I reperti più antichi risalgono al periodo tardo geometrico e i più recenti al 650 a.C., ma la maggior parte delle offerte è databile cronologicamente alla fine del periodo geometrico (490 – 480 a.C.). La qualità dei reperti, comprendenti gli scudi e le maschere di argilla oggi visibili nel Museo Archeologico di Nauplio, è notevole. Nonostante la relativa frantumazione vi si leggono tracce di combustione secondaria. E’ molto probabile che alcuni di essi siano stati appesi in uno spazio sacro, mentre altri facevano probabilmente parte di un corredo di un altare. Il ritrovamento della fossa è stato collegato, per queste ragioni, all’esistenza di una zona di culto nel Palazzo, identificabile nel lungo edificio che copre la parte orientale dell’Acropoli del periodo miceneo.
Così si è ritenuto che questo edificio fosse un tempio del periodo geometrico, funzionante presso il Megaron miceneo e consacrato alla dea Hera. Purtroppo, l’esagerata pubblicità che fu fatta all’epoca della scoperta del Palazzo da parte di Schliemann ha tolto all'indagine di scavo informazioni preziose che potevano dare una risposta definitiva alla domanda ancora senza risposta circa l’uso e la datazione di questo edificio. Certo si può supporre tuttavia, che nel Palazzo miceneo avevano avuto comunque luogo cerimonie religiose, come lasciano supporre i tributi ritrovati nella fovea.
A prescindere da tali risultati, l’esistenza un tempio di epoca successiva a quella micenea è stato provato senza tema di smentite.

Nell’area esterna, fuori dalla cinta muraria, in diversi punti, e in particolare ad ovest e nord-ovest sono stati ritrovati, pozzi, frammenti di edifici e un gran numero di tombe. Come risulta dalle indagini archeologiche e stratigrafiche il sito di Tirinto fu occupato per tutto il periodo geometrico. A causa della semplice forma degli edifici di questo periodo e dell’attività che si sono succedute nella zona fino ai nostri giorni, sono ben pochi resti che si conservati. Dopo il crollo della civiltà palazziale micenea e l’utilizzo dell’acrocoro naturale in epoca dorico - classica, l’occupazione del sito si deve essere estesa alla zona pianeggiante al di fuori della cittadella, soprattutto nel lato occidentale. Questi insediamenti dovevano avere la forma di piccole aziende con i ricoveri per gli animali. Tale ipotesi è confermata dalla mancanza di uno o più cimiteri organizzati al di fuori della Cittadella. E le tombe si trovavano in piccoli gruppi che erano adiacenti agli insediamenti.

Autore
Dr. Alkistis Papadimitriou – (Libera traduzione con note aggiunte dall’autore dal sito ODISSEUS del Ministero Ellenico della Cultura)
Nearby cities:
Coordinate:   37°35'55"N   22°48'1"E
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