Cappella dei Pazzi (Comune di Firenze)

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 Cappella, Luogo interessante

Il gioiello nel primo chiostro di Santa Croce. La potente famiglia dei banchieri che attentò alla vita di due rampolli dei Medici vive ancora nella Chiesa di Santa Croce, una delle più belle testimonianze del primo Rinascimento e uno dei capolavori del Brunelleschi. La decorazione rappresenta il cielo, con la costellazione che transitava in quel momento storico.
Pazzi perchè osarono attentare alla vita dei due rampolli di casa Medici. Ed ebbero la sfortuna di lasciarne vivo uno. Lorenzo Il Magnifico. I loro corpi senza vita penzolarono dalle finestre di Palazzo Vecchio. E per chi si salvò, si aprirono la via dell’esilio e la confisca dei beni. Era il 26 aprile del 1478. Il giorno di Pasqua. La congiura fu ordita con la complicità del pontefice, lo sfrenato nepotista Sisto IV che nei ricchi territori fiorentini voleva piazzare i suoi nipoti.
Tutto si svolse all’interno della cattedrale di Santa Maria del Fiore. A dir la verità il duplice delitto avrebbe dovuto consumarsi la sera prima a Villa Medici di Fiesole nell’ambito di un banchetto a cui tutti erano invitati. Perchè Pazzi e Medici da qualche anno erano diventati anche parenti, dopo il matrimonio di Bianca, la sorella di Giuliano e Lorenzo, con Guglielmo de’ Pazzi.
E pensare che era stato il coraggio del capostipite a legare il nome dei Pazzi alla nostra cattedrale. Per accendere il fuoco che incendia il Brindellone si usano ancora oggi le tre pietre del Santo Sepolcro che l’ardito Pazzino de’Pazzi ebbe in dono nel 1099 da Goffredo di Buglione. Le pietre, di grandissimo valore simbolico, gli furono donate per la leggendaria scalata, compiuta a mani nude, delle mura di Gerusalemme durante la I crociata.
Fin dall’origine la famiglia aveva avuto l’onore della cerimonia dello scoppio del carro che si celebra proprio il giorno di Pasqua davanti al Duomo. Privilegio che perse per via della congiura e gli fu restituito solo con il Savonarola. Ma al di là delle vicende storiche, è l’arte a regalare l’immortalità a questa potente famiglia di banchieri.
La Cappella Pazzi si trova nel primo chiostro della chiesa di Santa Croce. È una delle più belle architetture del primo Rinascimento e testimonia il loro raffinato gusto estetico. Considerata uno dei capolavori del Brunelleschi, è un grande cubo immaginario dalle proporzioni perfette sormontato da un semisfera.
I committenti avrebbero dovuto seppellirci i morti di famiglia. Ma nel 1478, anno della congiura, l’esterno non era ancora ultimato e nessun membro vi fu mai sepolto. Modello spaziale perfetto e concluso nella sua regolarità, elegante e sobrio con i suoi due colori, l’intonaco e la pietra serena. La cupola ricorda la Sagrestia Vecchia della basilica di San Lorenzo. E la cupoletta sopra l’altare, come quella di San Lorenzo, raffigura la volta stellata.

La decorazione rappresenta infatti il cielo, con le costellazioni che transitavano nel momento in cui le due opere vennero inaugurate. Alla base di questa scelta particolare la cultura astrologica del tardo ‘400, legata alla cosiddetta rinascita del paganesimo antico.
A completare il capolavoro le conchiglie a rilievo negli angoli e lo stemma dei Pazzi al centro della cupoletta Sono molto belli anche i tondi e i piccoli rosoni della grande cupola, con la brillante policromia della terracotta invetriata, opera dello scopritore di questa tecnica, Luca della Robbia. I portali, finemente intagliati con figure floreali e geometriche, sono di Giuliano da Maiano, mentre i cherubini dell’architrave sono di Desiderio da Settignano.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 3 Novembre 2008, articolo di Valérie Pizzera
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Coordinate:   43°46'4"N   11°15'46"E
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