Palazzo Borghese (Comune di Firenze)

Italy / Toscana / Florence / Comune di Firenze / via Ghibellina, 110
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Erano in origine in questa zona varie case tre quattrocentesche (con un nucleo riconducibile a un intervento di Michelozzo di Bartolomeo databile tra il 1436 e il 1446) rimodernate e unificate attorno al 1635 da Gherardo Silvani e di proprietà della famiglia Salviati, che già possedevano, a detta di Filippo Baldinucci “magnificenza e grandezza”, e certo notevole estensione affacciandosi sia su via Ghibellina sia su via de’ Pandolfini. Nel corso del Settecento l’edificio fu ulteriormente ampliato con altre acquisizioni, che portarono la proprietà fino a via de’ Giraldi, quindi a una estensione molto prossima all’attuale. In particolare le fonti ricordano un intervento dell’architetto Giovanni Battista Bettini, che avrebbe rimodernato la facciata con l’aggiunta di un cornicione. L’attuale palazzo si deve tuttavia al principe Camillo Borghese (imparentato con i Salviati e che era entrato in possesso della residenza ai primi dell’Ottocento) che, pur facendo inglobare nell’attuale costruzione parte delle preesistenze, caratterizzò decisamente il fronte principale su via Ghibellina con un disegno il linea con il gusto neoclassico, facendone un esempio tra i più celebrati nel panorama fiorentino di quegli anni. Famoso per essere stato costruito, nonostante le notevoli dimensioni, nell’arco di circa sei mesi dall’architetto Gaetano Baccani (1821-1822, ma il ben documentato Guido Carocci parla della chiusura definitiva del cantiere attorno al 1825, dopo quattro anni di lavori), è questo in effetti uno dei più significativi esempi di gusto neoclassico in Firenze, e rara testimonianza di sfarzo nell’allestimento degli interni, vista la misura propria delle residenze della nobiltà cittadina in questo periodo. Inaugurato con una memorabile festa il 31 gennaio 1822, presenta interni arricchiti da dipinti con soggetti di storia e di mitologia antica, realizzati dai più rappresentativi pittori del periodo, quali furono Gasparo Martellini, Gaspero Bargioni, Giuseppe Bezzuoli, Luigi Catani, Antonio Fedi, Nicola Monti, Nicola Benvenuti e Nicola Cianfanelli. Morto Camillo Borghese nel 1832, il palazzo (con l’addizione di ulteriore case che ne avevano portato l’estensione fino a via delle Seggiole e quindi a tutto l’isolato) passò per varie proprietà e comunque, fino dal 1843, fu in parte affittato dalla Società del Casino di Firenze, che tuttora occupa una porzione del quartiere principale e giustifica la denominazione corrente del palazzo, in città noto come Casino Borghese. La facciata presenta un piano terra di tipo rustico (a ricordo di soluzioni care alla Firenze rinascimentale) e un ampio piano superiore neoclassico con al centro una lunga loggia di collegamento tra le due ali, segnata da colonne ioniche, nella quale si aprono ai lati due nicchie, forse originariamente predisposte per accogliere statue e ora finestrate. Sul fastigio domina il grandioso scudo con l’arme dei Borghese (troncato: nel 1° d’oro, all’aquila dal volo spiegato di nero, coronata del campo, nel 2° d’azzurro, al drago d’oro) fiancheggiato dalle figure allegoriche in marmo di Carrara dell’Arno e del Tevere. Ugualmente notevoli i paracarri di marmo lungo la via, finemente lavorati. Dell’antico palazzo ridotto su progetto di Gherardo Silvani si conservano essenzialmente l’atrio, parte del cortile e la scala. L’estensione del fronte in orizzontale, per quanto innovativa nel linguaggio neoclassico adottato e ben equilibrata nel rapporto tra i vari elementi che la compongono, presenta l’evidente limite di visioni o ravvicinate o in forte scorcio (in ragione della relativa ampiezza della strada), che non consentono mai di abbracciare per intero la fabbrica. E’ stato tuttavia notato come “la notevole mole dell’edificio è risolta con una impostazione simmetrica delle parti che riesce tuttavia a risolversi positivamente nelle particolari condizioni di visione nel contesto della stretta via Ghibellina, attraverso l’abile distinzione, nel disegno generale della lunghissima facciata, di parti di dimensioni minori nettamente individuate in se stesse, secondo un gusto del montaggio a cui non sono ignote le esperienze del manierismo fiorentino” (Giovanni Fanelli).

Fonte:
Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
a cura di Claudio Paolini

www.palazzospinelli.org/architetture/
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Coordinate:   43°46'14"N   11°15'33"E
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