Torre dei Saraceni

Italy / Ligurien / Nasino /
 Luogo interessante  Aggiungi categoria

La leggenda riguarda la scacciata dei saraceni dalla torre di Barchi (frazione di Ormea). I saraceni nel sec. X arrivarono nell'Alta Val Tanaro e si installarono nella valle che utilizzavano come base di partenza per le scorrerie nella pianura piemontese. Arrivarono dalla vicina Liguria provenendo dal Frassineto (Francia) dove avevano la loro base iniziale. Nel territorio della Val Tanaro edificarono delle torri, ad Ormea almeno 3, una nella zona del successivo castello medievale, la seconda al Castelletto (altura che domina l'abitato di Ormea), dove sono ancora visibili le fondamenta, la terza intatta su uno sperone roccioso di 200 metri a picco sul Tanaro. Un altro manufatto ancora esistente é la Grotta dei Saraceni o Balma del Messere che é una caverna naturale difesa da un poderoso muro in frazione Cantarana, legata anche alla leggenda della fuga di Aleramo e Alasia.

LA LEGGENDA

La torre di Barchi era stata costruita dai saraceni su una roccia a picco sul Tanaro ed era usata come base di partenza delle scorrerie nella valle e nella pianura cuneese. Era alta più degli attuali 9 metri e poteva ospitare parecchi mori. L'unica porta di ingresso era situata sul precipizio, per cui era necessario l'aiuto di una persona all'interno per potervi accedere, solitamente era il cuoco che attendeva il ritorno dei compagni.

Un giorno un tale Zitta, che abitava nella borgata omonima nei pressi della torre, dopo aver osservato per lungo tempo le abitudini dei saraceni, decise di passare all'azione. La giornata era grigia e piovviginosa. Spiò l'uscita dei banditi, attese con pazienza l'imbrunire e con grande coraggio si avvicinò alla torre. Giunto nei pressi della porta emise il segnale che avvertiva il cuoco del rientro dei compagni. Si appoggiò al braccio che gli veniva offerto per penetrare al piano terreno della costruzione e, approfittando della sorpresa del saraceno, lo spinse nel precipizio. Il Tanaro, in piena per le piogge primaverili e lo scioglimento delle nevi, rumoreggiava sul fondo della valle e coprì le urla del malcapitato.

Lo Zitta attese all'interno della torre il rientro notturno dei saraceni. Finalmente dalla finestra superiore della torre avvistò le torce della masnada che si avvicinava. Si portò nei pressi della porta e rispondendo al segnale convenuto, offrì il braccio ai mori precipitandoli ad uno ad uno nel Tanaro e liberando la valle dalla oppressione delle orde barbare.
Nearby cities:
Coordinate:   44°9'28"N   7°57'50"E
This article was last modified 8 anni fa