Casa Valdese (Torino)
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Casa valdese, Corso Vittorio Emanuele II, 23 (di fianco al Tempio Valdese)
La Casa valdese, che si sviluppa su tre piani, è una porta aperta sulla città.
Ospita gli uffici, la segreteria e le sale di attività della comunità; nel suo salone si svolgono dai dibattiti pubblici alle àgapi fraterne.
Essa è collegata direttamente con il tempio inteso non solo come spazio cultuale ma anche culturale (sede di dibattiti pubblici, mostre, concerti per stagioni musicali, etc.).
Vuole anche essere la casa del protestantesimo storico in città.
Luogo di dialogo e confronto sul piano culturale ed ecumenico.
Luogo di accoglienza e lavoro sociale.
Non episodico, ma quotidiano.
L'inaugurazione ufficiale è avvenuta il 17 Febbraio 2002; sono intervenute le autorità cittadine e della Provincia, il Moderatore della Tavola valdese, esponenti della cultura torinese, esponenti delle chiese sorelle dalla Francia, dalla Germania, dal Regno Unito.
Dai giornali dell'epoca:
Il 17 febbraio si è inaugurata la nuova "Casa Valdese" di corso Vittorio Emanuele II. Il progetto delle architette Laila Gay e Barbara Citterio ha razionalizzato lo spazio interno, i cui locali si articolano oggi su tre piani e possono così ospitare gli uffici e le sale di attività della comunità, mentre l'esterno è stato rispettato nella sua graziosa struttura d'epoca. La Casa è collegata direttamente al Tempio e, insieme, diventano luogo di dialogo e confronto culturale ed ecumenico, di accoglienza e lavoro sociale.
Se nel 1928 l'inaugurazione della vecchia struttura fu vista con sospetto e persino con ostilità dall'ambiente cattolico cittadino, possiamo dire che il 2002 ci ha regalato non solo una "nuova Casa" ma anche una "nuova atmosfera", che si è manifestata nella presenza dei rappresentanti della comunità civile e religiosa della città al culto presieduto dal pastore Giuseppe Platone. Erano presenti infatti il prefetto Achille Catalani, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente del Consiglio comunale Mauro Marino, l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Giampiero Leo, la presidente della Provincia Mercedes Bresso. Per la comunità israelitica era presente il suo Presidente, per la chiesa cattolica don Favaro e per le comunità protestanti estere Thomas Fuchs, delegato del Waldenser Freudneskreis, Gunther Krämer, pastore della Chiesa ugonotta di Offenbach, Andreas Lohf pastore a Chambéry. Ricordiamo le delegazioni delle Chiese di lingua inglese, svedese e nigeriana, la presenza del moderatore della Tavola valdese Gianni Genre, dell'ing, Gianni Rostan, già moderatore, e del pastore Alberto Taccia. Prima del culto Olaf Joksch ha tenuto un concerto così bello che organo bachiano e organista sembravano rispondersi l'un l'altro con le note di Van Noordt, Bach e Händel.
Dopo il culto sono seguiti gli interventi: Emanuele Bottazzi (presidente del Concistoro) ha dato il benvenuto alle autorità e agli ospiti a nome del Concistoro, ricordando che la ristrutturazione dei vecchi locali è stata possibile grazie ai lasciti delle sorelle Elsa Ricca e Adriana Magneti Gatto ed i contributi della Regione Piemonte e della Città di Torino. Sono poi intervenuti il Moderatore della Tavola valdese, il Prefetto, il Presidente del Consiglio comunale, l'assessore regionale alla Cultura, la Presidente della Provincia, don Favaro a nome del Cardinale Arcivescovo di Torino e il Presidente della Comunità ebraica.
Dopo la visita alla nuova Casa, è stato offerto un rinfresco e dopo il pranzo comunitario il pastore Taccia ha raccontato la storia del vecchio salone; si sono susseguiti poi i saluti e gli auguri dei pastori esteri che hanno condiviso assieme a noi questa giornata, nata sotto il segno di una "porta aperta": una piccola porta, adatta ad una minoranza, ma che sentiamo come una grande benedizione del Signore.
La Casa valdese, che si sviluppa su tre piani, è una porta aperta sulla città.
Ospita gli uffici, la segreteria e le sale di attività della comunità; nel suo salone si svolgono dai dibattiti pubblici alle àgapi fraterne.
Essa è collegata direttamente con il tempio inteso non solo come spazio cultuale ma anche culturale (sede di dibattiti pubblici, mostre, concerti per stagioni musicali, etc.).
Vuole anche essere la casa del protestantesimo storico in città.
Luogo di dialogo e confronto sul piano culturale ed ecumenico.
Luogo di accoglienza e lavoro sociale.
Non episodico, ma quotidiano.
L'inaugurazione ufficiale è avvenuta il 17 Febbraio 2002; sono intervenute le autorità cittadine e della Provincia, il Moderatore della Tavola valdese, esponenti della cultura torinese, esponenti delle chiese sorelle dalla Francia, dalla Germania, dal Regno Unito.
Dai giornali dell'epoca:
Il 17 febbraio si è inaugurata la nuova "Casa Valdese" di corso Vittorio Emanuele II. Il progetto delle architette Laila Gay e Barbara Citterio ha razionalizzato lo spazio interno, i cui locali si articolano oggi su tre piani e possono così ospitare gli uffici e le sale di attività della comunità, mentre l'esterno è stato rispettato nella sua graziosa struttura d'epoca. La Casa è collegata direttamente al Tempio e, insieme, diventano luogo di dialogo e confronto culturale ed ecumenico, di accoglienza e lavoro sociale.
Se nel 1928 l'inaugurazione della vecchia struttura fu vista con sospetto e persino con ostilità dall'ambiente cattolico cittadino, possiamo dire che il 2002 ci ha regalato non solo una "nuova Casa" ma anche una "nuova atmosfera", che si è manifestata nella presenza dei rappresentanti della comunità civile e religiosa della città al culto presieduto dal pastore Giuseppe Platone. Erano presenti infatti il prefetto Achille Catalani, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente del Consiglio comunale Mauro Marino, l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Giampiero Leo, la presidente della Provincia Mercedes Bresso. Per la comunità israelitica era presente il suo Presidente, per la chiesa cattolica don Favaro e per le comunità protestanti estere Thomas Fuchs, delegato del Waldenser Freudneskreis, Gunther Krämer, pastore della Chiesa ugonotta di Offenbach, Andreas Lohf pastore a Chambéry. Ricordiamo le delegazioni delle Chiese di lingua inglese, svedese e nigeriana, la presenza del moderatore della Tavola valdese Gianni Genre, dell'ing, Gianni Rostan, già moderatore, e del pastore Alberto Taccia. Prima del culto Olaf Joksch ha tenuto un concerto così bello che organo bachiano e organista sembravano rispondersi l'un l'altro con le note di Van Noordt, Bach e Händel.
Dopo il culto sono seguiti gli interventi: Emanuele Bottazzi (presidente del Concistoro) ha dato il benvenuto alle autorità e agli ospiti a nome del Concistoro, ricordando che la ristrutturazione dei vecchi locali è stata possibile grazie ai lasciti delle sorelle Elsa Ricca e Adriana Magneti Gatto ed i contributi della Regione Piemonte e della Città di Torino. Sono poi intervenuti il Moderatore della Tavola valdese, il Prefetto, il Presidente del Consiglio comunale, l'assessore regionale alla Cultura, la Presidente della Provincia, don Favaro a nome del Cardinale Arcivescovo di Torino e il Presidente della Comunità ebraica.
Dopo la visita alla nuova Casa, è stato offerto un rinfresco e dopo il pranzo comunitario il pastore Taccia ha raccontato la storia del vecchio salone; si sono susseguiti poi i saluti e gli auguri dei pastori esteri che hanno condiviso assieme a noi questa giornata, nata sotto il segno di una "porta aperta": una piccola porta, adatta ad una minoranza, ma che sentiamo come una grande benedizione del Signore.
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Coordinate: 45°3'37"N 7°41'2"E
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