Castello di Montechiarugolo (Borgo di Montechiarugolo)

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 castello, fortificazione
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Fra i Torelli feudatari di Montechiarugolo dal XIV secolo il più celebre è senz'altro Pomponio, raffinato letterato autore di commedie, poesie e trattati. Pomponio Torelli aveva studiato all'Università di Padova e nel 1568 si trovò improvvisamente, per la morte dei fratelli, unico feudatario di Montechiarugolo; non gli deve esser parso vero di poter disporre della nobil dimora per farne il proprio "confugium bonorum omnium ac litterarum asylum". Qui si poté dedicare alla stesura della commedia La Merope (1597). Del celebre Trattato del debito del Cavalliero (1596) e a far affrescare gran parte del castello. Purtroppo il figlio Pio Torelli, avuto da Isabella Bonelli (nipote di papa Pio V) era di stoffa ben diversa da quella del padre e si fece irretire nella congiura dei feudatari contro i Farnese: ci rimise la testa nel 1612 e con quella la contea: il castello fu confiscato dalla Camera Ducale farnesiana. Leggende di paese hanno invece ingrandito le dimensioni di quella che è passata alla storia locale come Battaglia di Montechiarugolo, che si volle per molto tempo uno scontro fra cittadini del paesino torelliano e un esercito austriaco: l'esercito austriaco era invece, siamo nel 1796, un piccolo gruppo di fuorusciti austriaci che cercava rifugio all'ombra del mastio di Montechiarugolo. Oggi il castello appartiene alla famiglia Marchi. Per inciso, anche il castello di Montechiarugolo ha il suo fantasma donna: la dama bianca, una donna dei Torelli malamente defunta, che appare ogni tanto di notte ma assai più discreta e socievole di altri spettri che popolano castelli e rocche italiane. Della struttura antica del castello oggi resta solo la rocca. All'interno del cortile si può vedere l'affresco di una Madonna con Bambino che nel secolo scorso attrasse anche l'attenzione del grande conoisseur Bernard Berenson, i finestroni finto-gotici del pianterreno sono ottocenteschi, il mastio del XIII secolo (base) e XIV (parte mediana) e XV secolo (rifacimento superiore); nel terzo cortile si trova una porta che dava accesso immediato all'abitato di Montechiarugolo attraverso un ponte levatoio, che si dice costruita da Pomponio Torelli al tempo dell'infelice unione con la moglie Isabella. Una lunga stradina selciata costituisce il camminamento di ronda costeggiato da muri con finestre entro merli ghibellini (con ganci per attaccare le ventiere e archibugiere qua e là). All'interno, un salone è affrescato dal Baglione con stemmi parentali del Torelli, una loggia offre un ampio panorama sulla Val d'Enza e una camera da letto sul lato sud-est è stata ricavata dove prima era forse la celebre biblioteca del conte Pomponio.
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Coordinate:   44°41'35"N   10°25'24"E
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