Ex Semaforo Pianosa
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storico, semaphore (en)
www.facebook.com/groups/figari/ Il 19 marzo 1944 una piccola pattuglia di truppe franco-coloniali, provenienti dalla Corsica, sbarcava sull'isola. Seguì un breve scontro, nel quale persero la vita un sottufficiale tedesco e, per errore, un agente di custodia. I francesi si allontanarono portando via una quarantina di ostaggi, tutti Agenti di Custodia. A quei tempi gli Agenti indossavano una divisa nera, e vennero forse scambiati per fascisti.
Un mese dopo, il 17 aprile 1944 un bombardiere alleato sganciò alcune bombe presso la direzione del carcere, il bilancio fu di sei morti, tutti italiani, tra cui il medico del carcere, il comandante degli agenti di custodia, un impiegato e tre reclusi. Il 16 giugno iniziava l'operazione "Brassard", cioè l'invasione dell'Elba da parte delle forze golliste francesi.
A Pianosa furono destinati reparti di commandos e truppe d'assalto coloniali, comandati dal Tenente Colonnello Garnier Dupré. I tedeschi, dopo aver distrutto il semaforo della Marina, evitarono però il combattimento sull'isola, raggiungendo con uno stratagemma le loro forze sull'Elba: il grosso convoglio dello sbarco alleato diretto all'Elba transitava a Sud di Pianosa per poi puntare sulla spiaggia di Campo; viaggiando di notte ed in acque nemiche l'illuminazione sulle navi era ridotta al minimo indispensabile, di questa situazione approfittò il comandante del presidio tedesco di Pianosa, il Tenente Gerd Rau, per lasciare l'isola con i suoi uomini. I tedeschi requisirono un piccola motobarca, lunga una decina di metri, il "Maurizio", adibita normalmente al trasporto merci tra Pianosa e L'Elba, e avvisarono le navi alleate della loro presenza con segnali luminosi, in modo da far credere di essere parte del convoglio da sbarco. Giunti al sicuro sotto la costa elbana, i tedeschi si allontanarono dalle navi dirigendosi al Cavo, dove erano dislocati alcuni loro reparti.
Una partenza frettolosa e una fuga avrebbero certamente insospettito gli alleati, il trucco messo in atto dal comandante tedesco era rischioso ma era anche l'unico modo per raggiungere indenni l'Elba.
Dopo aver sbarcato le truppe ed aver accertato la ritirata dei tedeschi, anche gli alleati abbandonarono Pianosa per dirigersi sull'Elba, dove infuriavano i combattimenti. www.associazionepianosa.it/storia/isolacarcere.asp www.elbafortificata.it/nuovaintro.htm
Un mese dopo, il 17 aprile 1944 un bombardiere alleato sganciò alcune bombe presso la direzione del carcere, il bilancio fu di sei morti, tutti italiani, tra cui il medico del carcere, il comandante degli agenti di custodia, un impiegato e tre reclusi. Il 16 giugno iniziava l'operazione "Brassard", cioè l'invasione dell'Elba da parte delle forze golliste francesi.
A Pianosa furono destinati reparti di commandos e truppe d'assalto coloniali, comandati dal Tenente Colonnello Garnier Dupré. I tedeschi, dopo aver distrutto il semaforo della Marina, evitarono però il combattimento sull'isola, raggiungendo con uno stratagemma le loro forze sull'Elba: il grosso convoglio dello sbarco alleato diretto all'Elba transitava a Sud di Pianosa per poi puntare sulla spiaggia di Campo; viaggiando di notte ed in acque nemiche l'illuminazione sulle navi era ridotta al minimo indispensabile, di questa situazione approfittò il comandante del presidio tedesco di Pianosa, il Tenente Gerd Rau, per lasciare l'isola con i suoi uomini. I tedeschi requisirono un piccola motobarca, lunga una decina di metri, il "Maurizio", adibita normalmente al trasporto merci tra Pianosa e L'Elba, e avvisarono le navi alleate della loro presenza con segnali luminosi, in modo da far credere di essere parte del convoglio da sbarco. Giunti al sicuro sotto la costa elbana, i tedeschi si allontanarono dalle navi dirigendosi al Cavo, dove erano dislocati alcuni loro reparti.
Una partenza frettolosa e una fuga avrebbero certamente insospettito gli alleati, il trucco messo in atto dal comandante tedesco era rischioso ma era anche l'unico modo per raggiungere indenni l'Elba.
Dopo aver sbarcato le truppe ed aver accertato la ritirata dei tedeschi, anche gli alleati abbandonarono Pianosa per dirigersi sull'Elba, dove infuriavano i combattimenti. www.associazionepianosa.it/storia/isolacarcere.asp www.elbafortificata.it/nuovaintro.htm
Nearby cities:
Coordinate: 42°34'44"N 10°3'33"E
- Ex Semaforo di Monte Cristo 33 km
- Semaphore de La Mortella 68 km
- Sémaphore du Cap Corse 74 km
- Torre Chiaruccia ( ex semaforo ) 158 km
- Ex stazione semaforica di punta Falcone 163 km
- Ex semaforo Monte della Guardia - Ponza 306 km
- Stazione Meteorologica ( ex semaforo ) 505 km
- Ex Semaforo Salina 599 km
- EX SEMAFORO CAPO COLONNA 716 km
- Ex Semaforo Belvedere 1889 752 km
- Isola di Pianosa 2 km
- Campo nell'Elba 14 km
- Fetovaia 19 km
- Pomonte 20 km
- Patresi 24 km
- Marciana 25 km
- Sant'Andrea 26 km
- Marciana Marina 27 km
- Elba 29 km
- Mar Tirreno 33 km