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Coindo

Italy / Piemonte / Caprie /

Borgata del Comune di Condove
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Coordinate:   45°8'21"N   7°19'23"E

Commenti

  • GianniC. (ospite)
    Borgata Coindo Coindo (Ou Couindou in francoprovenzale, ël Coindo in piemontese) è una borgata montana del comune di Condove divisa in due agglomerati di case denominati l’uno Superiore e l’altro Inferiore. Il Coindo Superiore è situato a circa 800 m s.l.m., sino al 1936 le due borgate han fatto parte del Comune di Mocchie poi aggregato con il Comune di Frassinere a Condove. La parrocchia di appartenenza è Laietto. Le frazioni sono collocate sul versante esposto a sud della Valle di Susa e poste in destra idrografica del torrente Sessi. Il terreno, su cui si alternano principalmente faggeti, castagneti e pascoli, è caratterizzato da una decisa pendenza verso il fondo valle ed il torrente Sessi. Non vi sono documentazioni dettagliate circa la fondazione o le origini della borgata, ma le ricerche genealogiche effettuate indicano come fosse già abitata dalle famiglie Cordola e Cinato nel XVII secolo. Nel 1885 la borgata superiore era abitata da circa 50 persone. Le borgate sono state completamente abbandonate dai loro abitanti negli anni successivi alla seconda guerra mondiale: la borgata inferiore dal 1945 e la superiore dal 1964. Le case del borgo inferiore sono completamente in rovina e parzialmente lo sono anche al borgo superiore. L’accesso è difficoltoso causa la mancanza di una strada carrozzabile di collegamento con il capoluogo Condove a valle o con le altre frazioni limitrofe Laietto e Sigliodo. L’unica via di accesso rimane la mulattiera che si diparte da quella che congiunge Sigliodo al Laietto in corrispondenza di un pilone votivo dedicato alla Madonna della Consolata. L’economia del Coindo era agro-pastorale, produceva latticini, castagne, patate, prodotti che si portavano al mercato settimanale del mercoledì a Condove trasportandoli a spalle nella gerla oppure, per chi ne disponeva, a dorso d’asino o di mulo. Quando il Coindo era popolato i suoi abitanti, in massima parte, parlavano la lingua francoprovenzale, comune all’intera zona e più in generale alla Bassa Valle di Susa e valli adiacenti. Accanto alla lingua madre (che i locali chiamano patois – anche patuà – o semplicemente moda ‘d nos) venivano parlati l’italiano ed il piemontese.
This article was last modified 11 anni fa