Villa Gouin
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Località Baccu Tinghinu
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Mondo / Italia / / Cagliari
Villa, Luogo interessante
Si trova nel territorio comunale di Capoterra.
La villa Gouin fu costruita dall’ing. Léon Goüin nel 1862 e poi ingrandita ed ammodernata dal figlio Felix nel 1921.
Léon Goüin naque a Tour il 9 Marzo 1829 da Fréderic, magistrato e da Felicité Charlotte Prevoust. Studiò nella prestigiosa l'"Ecole des Mines” di Parigi, dove strinse amicizia con Felice Giordano e Quintino Sella, e dove si laureò 1853.
Nel 1858 giunse in Sardegna per conto della Società francese "Petin Gaudet, Compagnie Hauts Forneaux, Forges et Aciéries de la Marine e des Chemin de Fer-Rive de Giers" per la quale esplorò la zona sud occidentale della Sardegna (Sulcis) alla ricerca di giacimenti di ferro, necessario per far funzionare gli stabilimenti siderurgici che la Petin Gaudet possedeva in Francia. Nel Marzo 1862, la Pétin Gaudet nominò l' ing. Goüin suo socio nella Società e suo rappresentante e Direttore per tutte le miniere che la Società possedeva in Sardegna. Nel 1862 scoprì i giacimenti di magnetite e di altri ossidi di ferro a S.Leone (Assemini) e per facilitare il trasporto del materiale estratto nella miniera di S. Leone nel 1864 progettò e realizzò la prima ferrovia della Sardegna, lunga 15.400 mt., che collegava la miniera di S.Leone alla spiaggia di Maddalena nel golfo di Cagliari, dove il minerale estratto veniva imbarcato attraverso un pontile lungo 200 mt. per essere spedito in Francia.
Per i successivi trenta anni si dedicò all' industria mineraria che andava affermandosi in Sardegna nella seconda metà dell’800 e ne divenne in breve uno dei personaggi di spicco tanto da essere scelto come rappresentante per la Sardegna all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867. All’attività mineraria dedicò anche una serie di scritti nei quali compiva un’attenta analisi dei principali problemi che affliggevano il settore minerario. L' attività professionale di Léon Goüin fu ricca di successi e di riconoscimenti ufficiali: venne nominato Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro (la più alta onorificenza del Regno d' Italia) nel 1863 e Cavaliere d' Italia nel 1868.
L'ing. Goüin non fu soltanto un uomo capitano d’industria ma anche un uomo di cultura; si appassionò alla storia sarda e condusse dagli anni ’70 importanti campagne di scavo in varie località mettendo insieme una vasta collezione d'arte sarda-antica contenente più di 1500 pezzi che il Canonico Spano giudicò “una delle più belle mai viste prima”.
Il 2 Maggio 1864 sposò a Cagliari la N.D. Maria Teresa, figlia di Don Giovanni Guirisi e di Donna Angelica dei marchesi De Candia e nipote del famoso tenore Mario de Candia. Fu un matrimonio felice e dall’unione naquero cinque figli: Giulia nata nel 1865, Felix nato nel 1866, Angelica nel 1868, Fréderic nel 1871 e infine Caterina nel 1875.
Léon Goüin si spense a Parigi il 26 Aprile 1888 in seguito ad una polmonite mal curata e fu seppellito nel cimitero Père-Lachaise a Parigi dove tuttora riposa. "L' Avvenire di Sardegna", giornale solitamente poco tenero con il capitale straniero, quando seppe della sua scomparsa lo volle ricordare con un raro elogio: "Coltivò, non distrusse" scrisse.
La tenuta di Baccu Tinghinu fu acquistata dall' ing. Goüin verso il 1860 perchè confinante a est con la miniera di San Leone di cui era il Direttore. Era composta dalla villa padronale, da una fattoria, dalle stalle e da ettari di colture e di boschi. L' interno della villa fu ammobiliato con mobilio fatto arrivare in gran parte dalla Francia e con molte suppellettili d' antiquariato. Una grande sala era stata adibita a biblioteca dove erano state raccolte centinaia di opere letterarie, scientifiche, storiche, e album con preziose incisioni tra cui una raccolta di schizzi originali fatti da Lamarmora per il suo "Voyage en Sardaigne". Un' altra sala invece, era stata adibita a piccolo museo per la collezione di antichità raccolta dall' ing. Goüin e che divenne una méta obbligata di quanti volevano studiare le antiche civiltà della Sardegna.
Nel giardino, abbellito con reperti archeologici tra cui spiccava un enorme pietra miliare romana portata fino alla villa da Macomer, furono piantati fiori e alberi, tra cui un eucalipto, il più antico della Sardegna, piantato da Léon Goüin il 12 Marzo 1865 per celebrare la nascita della sua primogenita Giulia ed ancora vivente.
Nella tenuta fu costruito anche un orto con agrumi e ortaggi, piantati mandorli, carrubi, olivi e sugheri, e una vigna, mentre le aree non coltivate furono rimboschite con lecci, pini, querce ed eucalipti; a ridosso della villa c' era una sorgente d' acqua minerale ferrosa considerata ottima anche per uso medicinale. Furono costruite opere d' incanalamento e d' irrigazione e delle spaziose vasche, tra cui la più grande, posta a sinistra della villa aveva un volume di 244 mc. ed era ornata sul lato posto a levante da un elegante cornice costituita da edicole puniche.
Fu costruito un mulino dotato di un frantoio tra i più grandi di tutta la Sardegna le cui pesanti ruote in pietra calcarea realizzate appositamente per il mulino di Baccu Tinghinu nella cava di S. Bartolomeo (Cagliari) e poi trasportate con grande fatica fino al mulino.
La villa fu usata come ritiro estivo dalla famiglia e poi dopo la morte di Maria Teresa nel 1875 come luogo dove si riunivano padre e figli, che nel frattempo erano stati mandati in vari collegi in Francia a studiare. Dopo la morte di Léon, la tenuta passò al figlio Felix che ristrutturò e ingrandì la villa e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e che qui si spense nel 1922. La villa passò poi alla sorella di Felix, Angelica, sposata col colonnello Luigi Musio Amat, che qui passava i mesi estivi con la famiglia e qui vi morì nel 1945. Durante la seconda guerra mondiale, in vista di possibili attacchi dal mare, vi fu costruito un piccolo rifugio antiaereo.
Necrologio di Leon Gouin sul "Bulletin de l'Association amicale des anciens élèves de l'Ecole des Mines, Mars-Avril 1888" www.annales.org/archives/x/gouin.html
La villa Gouin fu costruita dall’ing. Léon Goüin nel 1862 e poi ingrandita ed ammodernata dal figlio Felix nel 1921.
Léon Goüin naque a Tour il 9 Marzo 1829 da Fréderic, magistrato e da Felicité Charlotte Prevoust. Studiò nella prestigiosa l'"Ecole des Mines” di Parigi, dove strinse amicizia con Felice Giordano e Quintino Sella, e dove si laureò 1853.
Nel 1858 giunse in Sardegna per conto della Società francese "Petin Gaudet, Compagnie Hauts Forneaux, Forges et Aciéries de la Marine e des Chemin de Fer-Rive de Giers" per la quale esplorò la zona sud occidentale della Sardegna (Sulcis) alla ricerca di giacimenti di ferro, necessario per far funzionare gli stabilimenti siderurgici che la Petin Gaudet possedeva in Francia. Nel Marzo 1862, la Pétin Gaudet nominò l' ing. Goüin suo socio nella Società e suo rappresentante e Direttore per tutte le miniere che la Società possedeva in Sardegna. Nel 1862 scoprì i giacimenti di magnetite e di altri ossidi di ferro a S.Leone (Assemini) e per facilitare il trasporto del materiale estratto nella miniera di S. Leone nel 1864 progettò e realizzò la prima ferrovia della Sardegna, lunga 15.400 mt., che collegava la miniera di S.Leone alla spiaggia di Maddalena nel golfo di Cagliari, dove il minerale estratto veniva imbarcato attraverso un pontile lungo 200 mt. per essere spedito in Francia.
Per i successivi trenta anni si dedicò all' industria mineraria che andava affermandosi in Sardegna nella seconda metà dell’800 e ne divenne in breve uno dei personaggi di spicco tanto da essere scelto come rappresentante per la Sardegna all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867. All’attività mineraria dedicò anche una serie di scritti nei quali compiva un’attenta analisi dei principali problemi che affliggevano il settore minerario. L' attività professionale di Léon Goüin fu ricca di successi e di riconoscimenti ufficiali: venne nominato Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro (la più alta onorificenza del Regno d' Italia) nel 1863 e Cavaliere d' Italia nel 1868.
L'ing. Goüin non fu soltanto un uomo capitano d’industria ma anche un uomo di cultura; si appassionò alla storia sarda e condusse dagli anni ’70 importanti campagne di scavo in varie località mettendo insieme una vasta collezione d'arte sarda-antica contenente più di 1500 pezzi che il Canonico Spano giudicò “una delle più belle mai viste prima”.
Il 2 Maggio 1864 sposò a Cagliari la N.D. Maria Teresa, figlia di Don Giovanni Guirisi e di Donna Angelica dei marchesi De Candia e nipote del famoso tenore Mario de Candia. Fu un matrimonio felice e dall’unione naquero cinque figli: Giulia nata nel 1865, Felix nato nel 1866, Angelica nel 1868, Fréderic nel 1871 e infine Caterina nel 1875.
Léon Goüin si spense a Parigi il 26 Aprile 1888 in seguito ad una polmonite mal curata e fu seppellito nel cimitero Père-Lachaise a Parigi dove tuttora riposa. "L' Avvenire di Sardegna", giornale solitamente poco tenero con il capitale straniero, quando seppe della sua scomparsa lo volle ricordare con un raro elogio: "Coltivò, non distrusse" scrisse.
La tenuta di Baccu Tinghinu fu acquistata dall' ing. Goüin verso il 1860 perchè confinante a est con la miniera di San Leone di cui era il Direttore. Era composta dalla villa padronale, da una fattoria, dalle stalle e da ettari di colture e di boschi. L' interno della villa fu ammobiliato con mobilio fatto arrivare in gran parte dalla Francia e con molte suppellettili d' antiquariato. Una grande sala era stata adibita a biblioteca dove erano state raccolte centinaia di opere letterarie, scientifiche, storiche, e album con preziose incisioni tra cui una raccolta di schizzi originali fatti da Lamarmora per il suo "Voyage en Sardaigne". Un' altra sala invece, era stata adibita a piccolo museo per la collezione di antichità raccolta dall' ing. Goüin e che divenne una méta obbligata di quanti volevano studiare le antiche civiltà della Sardegna.
Nel giardino, abbellito con reperti archeologici tra cui spiccava un enorme pietra miliare romana portata fino alla villa da Macomer, furono piantati fiori e alberi, tra cui un eucalipto, il più antico della Sardegna, piantato da Léon Goüin il 12 Marzo 1865 per celebrare la nascita della sua primogenita Giulia ed ancora vivente.
Nella tenuta fu costruito anche un orto con agrumi e ortaggi, piantati mandorli, carrubi, olivi e sugheri, e una vigna, mentre le aree non coltivate furono rimboschite con lecci, pini, querce ed eucalipti; a ridosso della villa c' era una sorgente d' acqua minerale ferrosa considerata ottima anche per uso medicinale. Furono costruite opere d' incanalamento e d' irrigazione e delle spaziose vasche, tra cui la più grande, posta a sinistra della villa aveva un volume di 244 mc. ed era ornata sul lato posto a levante da un elegante cornice costituita da edicole puniche.
Fu costruito un mulino dotato di un frantoio tra i più grandi di tutta la Sardegna le cui pesanti ruote in pietra calcarea realizzate appositamente per il mulino di Baccu Tinghinu nella cava di S. Bartolomeo (Cagliari) e poi trasportate con grande fatica fino al mulino.
La villa fu usata come ritiro estivo dalla famiglia e poi dopo la morte di Maria Teresa nel 1875 come luogo dove si riunivano padre e figli, che nel frattempo erano stati mandati in vari collegi in Francia a studiare. Dopo la morte di Léon, la tenuta passò al figlio Felix che ristrutturò e ingrandì la villa e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e che qui si spense nel 1922. La villa passò poi alla sorella di Felix, Angelica, sposata col colonnello Luigi Musio Amat, che qui passava i mesi estivi con la famiglia e qui vi morì nel 1945. Durante la seconda guerra mondiale, in vista di possibili attacchi dal mare, vi fu costruito un piccolo rifugio antiaereo.
Necrologio di Leon Gouin sul "Bulletin de l'Association amicale des anciens élèves de l'Ecole des Mines, Mars-Avril 1888" www.annales.org/archives/x/gouin.html
Nearby cities:
Coordinate: 39°10'15"N 8°57'25"E
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