Chapel

Italy / Calabria / Varapodio /

City of Varapodio, Province of Reggio Calabria (Italy)

Question of building a chapel monumental family, consisting of a product built above ground, where they will be implemented within a number of fifteen niches cemetery, the size of internal profits ml (0.85 × 2.20 xh 0.70) , distributed on three sides and arranged in five tiers high, the party misused to accommodate underground ossuary and urns at the discretion of the concessionaire, subject to the need of waterproofing the basement part.

The project consists of a kiosk with no funeral 15 places for burial and No 5 posts ossuary or urns.

It proposes a kiosk from classic shapes, clean and clear, with two perforated walls at the corner facing the gate of the cemetery, one with glass entrance and the other with fixed glazing and defining the inner cover with 2 layers.

The coating is made of stone for the exterior on the left and front, while the rear and right side will finish plaster with subsequent coloring light color.

architect / designer Pasquale Bonarrigo
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Coordinate:   38°19'16"N   15°59'21"E

Commenti

  • Comune di Varapodio, Provincia di Reggio Calabria (Italy) Trattasi della costruzione di una cappella monumentale di famiglia, composta di un manufatto costruito fuori terra, dove saranno realizzati all’interno un numero di quindici loculi cimiteriali, delle dimensioni utili interne di ml (0,85×2,20 x h 0,70), distribuiti su tre lati e disposti su cinque ordini di altezza, con la parte interrata utilizzata eventualmente per ospitare ossari ed urne cinerarie a discrezione del concessionario, fermo restando la necessità di impermeabilizzare la parte interrata. Il progetto è costituito da una edicola funeraria con n. 15 posti per tumulazioni e n. 5 posti per ossario o cinerarie. Si propone una edicola dalle forme classiche, pulite e nette, con due pareti forate sull’angolo prospiciente il cancello del cimitero, di cui una con vetrata di ingresso e l’altra con vetrata fissa e la definizione della copertura interna a 2 falde. Il rivestimento verrà realizzato in pietra per l’esterno sui lati sinistro e frontale, mentre per il lato retro e destro la finitura sarà intonaco con successiva coloritura di colore chiaro. architect/designer Pasquale Bonarrigo
  • IL NUOVO CIMITERO DI VARAPODIO (Reggio Calabria). Il cimitero è uno dei luoghi della memoria collettiva in cui sono custoditi i segni dello scorrere degli eventi; passeggiare in esso riporta tutte le nostre fatiche ad una dimensione sempre misera a confronto con il passare del tempo. L'area di intervento è l'ultima porzione di suolo a disposizione per l'ampliamento del cimitero. Posizionata all'estremo nord del perimetro cimiteriale si trova sul crinale di un colle che guarda verso il mare: un panorama di straordinarie bellezza e suggestione. L'idea è quella di strutturare un sistema insediativo che si faccia carico di una duplice condizione: terminale dell'impianto cimiteriale (una sorta di testata contrapposta all'ingresso principale) ed elemento del paesaggio e sul paesaggio (che, dunque, dialoghi con questa presenza ambientale molto forte). Il progetto tenta di dare risposta ai due enunciati principali attraverso alcuni dispositivi: - la geometria: la struttura insediativa riprende le geometrie dell'impianto storico del cimitero, ne definisce un dialogo a distanza fatto di allineamenti, adiacenze, punti di collimazione. Il risultato è un impianto sostanzialmente a pettine in cui alcune “dita” (i corpi di fabbrica) utilizzano nel loro disporsi un graticcio di allineamenti (un codice a barre) che dialoga con l'impianto del cimitero; - il paesaggio: i corpi di fabbrica filiformi si aprono scardinando uno dei componenti canonici del sistema cimiteriale, il recinto. La forza della presenza paesaggistica apre il muro di cinta in scaglie che inquadrano il paesaggio; il mare diventa uno degli elementi di dialogo dell'architettura; la muratura, tagliata, è alla costante ricerca di punti di vista e di affacci; - il declivio: il sito in pendenza ha informato una organizzazione su due livelli raggiungibili alle due quote principali del progetto. I corpi di fabbrica si pongono come elementi di cucitura dei diversi salti di quota; - i materiali: sono essenzialmente due, il rivestimento in pietra e l'intonaco. I corpi di fabbrica sono pensati come volumi monolitici “tagliati” da geometrie che come traccianti invisibili producono tagli e lacerazioni; i volumi sono rivestiti in pietra, le sezioni lasciate scoperte dai “tagli” sono in intonaco bianco. Il rivestimento è realizzato con una pietra grezza dalle forti variazioni cromatiche: l'idea è quella di una moltitudine di pixel. Il suo è un uso “scarno”, le fughe tra i vari ricorsi sono state lasciate aperte per rivelare la teoria di fili che si inseguono e si intrecciano e che talvolta creano fessure che governano le altezze degli elementi di chiusura disegnandone il partito architettonico.
  • Dopo un lungo periodo durante il quale l'attenzione riservata alla costruzione di edifici di culto è andata via via scemando, soprattutto rispetto al passato, quando fare architettura voleva sostanzialmente dire costruire chiese, nel corso degli ultimi anni la realizzazione di un rilevante numero di architetture e spazi sacri "molto discutibili" ha fatto emergere a livello di dibattito scientifico, tanto nel settore architettonico che urbanistico, il significato dell'edificio chiesa in rapporto alla funzione di spiritualità insita in esso e ad un contesto sociale e urbano in mutamento. Partendo da questo presupposto e dall'idea di una Chiesa universalmente riconosciuta, a prescindere dalla sua particolare collocazione e dai differenti modi di intendere l'edificio di tipo religioso, il volume raccoglie l'esperienza, fondata su un approccio di tipo specialistico e interdisciplinare, del primo Corso di alta formazione "La chiesa nella città moderna: architettura, arte e progetto urbano", appuntamento culturale di grande rilievo svoltosi a Reggio Calabria su iniziativa dell'Uci Tecnici della Calabria col supporto dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria della Pontificia Università Teologica dell'Italia Meridionale e con il patrocinio della Diocesi di Reggio Calabria. La complessità del tema trattato - puntando a riscoprire i valori semantici, nonché il ruolo simbolico dell'edificio chiesa all'interno della città in modo tale da porlo al centro di un rinnovato dibattito accademico rinvigorito dalle nuove norme dettate dal Concilio Vaticano II, in base alle quali l'architettura sacra non deve essere più semplicemente autocelebrativa e quindi fine a se stessa, ma funzionale rispetto alla finalità liturgica cui è demandata - è testimoniato dal rigore dei contributi di eminenti professori ed esperti. L'insieme articolato di interventi, raccolti nella prima parte del libro, affronta il problema della progettazione degli edifici di culto, del loro corretto inserimento all'interno di uno specifico brano di città, del rapporto tra l'organizzazione dello spazio architettonico interno e i dettami della nuova riforma liturgica, dello spazio architettonico esterno rispetto al significato simbolico che assume in un contesto urbano soggetto a svariate sollecitazioni che provengono da una società che si avvia ad essere sempre più multietnica. A corredo di ciò, nella seconda parte del libro vengono proposti gli elaborati progettuali dei corsisti, in cui sono stati trasferiti in modo assolutamente personale una serie di spunti, indicazioni e sollecitazioni forniti dalle lezioni tenute durante il corso con questo obiettivo precipuo. Se ne ricava, nel complesso, la conferma dell'imprescindibile necessità di una continua mediazione fra linguaggi e stili espressivi anche molto diversi fra loro, ma pur sempre accomunati dall'intento di mantenere vivo e, anzi, rinsaldare ancora di più quel legame tra fede cristiana e tecnica, solido in alcuni casi, in altri ancora tutto da esplorare. Legame che deve obbligatoriamente sussistere nel campo dell'architettura, dell'arte e dell'urbanistica nel momento in cui si affrontano temi di ordine pratico legati alla progettazione, al restauro e alla valorizzazione degli edifici di culto.
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