La filanda fu fatta edificare nel primo '800 dalla Società Industriale Partenopea, un gruppo di imprenditori esponenti della borghesia borbonica, tra cui spiccava Luigi de’Medici, ministro del re ed ultimo feudatario della città di Sarno (il terreno e gli edifici inglobati nella nuova costruzione erano quasi tutti di sua proprietà). L’edificio, di recente restaurato ed oggi ospite dell’USL 52, presenta una pianta a doppia "T" con prospetti dai caratteri poco marcati tipici dell’architettura industriale del primo ’800 (in evidenza, nel retro, la ciminiera ed il vano per le cinghie di trasmissione del motore); da notare, nell’interno, i piani retti da colonne di ghisa ed il tetto a capriate dell’ultimo piano (rifatto); all’esterno il canale lastricato di deviazione dell’acqua per la cassa idraulica, motore dell’intero opificio.
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