Villa Literno

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II nome Villa Literno fa riferimento alla antica città osca — divenuta successivamente colonia romana — chiamata Liternum, situata 10 km più a sud, sul Lago Patria, nella quale visse Publio Cornelio Scipione. Liternum assunse peso e rilevanza con la apertura della strada Domitiana.
Numerosi e significativi reperti archeologici ne testimoniano l'importanza, che durò sino al medioevo per il ruolo ricoperto attraverso le funzioni svolte nell'organizzazione ecclesiastica sul territorio. Con Cuma e Atella, Liternum fu infatti una delle tre sedi episcopali che nel 1053 vennero incorporate nella diocesi di Aversa.
l nome originario dell’odierna Villa Literno fu quello di Vico Feniculenze, con riferimento alle prime colture della zona ed alla produzione del fieno. Una strada - via Feniculenze - ne perpetuava il nome trasformato successivamente in via Delle Pagliarelle, per i pagliai che insistevano lungo di essa. Nel corso della dominazione normanna, tra i piccoli feudi, in cui vennero smembrate le diocesi di Capua e di Aversa, si trova notizia di San Sossio del Pantano, oggi zona periferica del Comune, e di Vico di Pantano con chiaro riferimento alla zona acquitrinosa che circondava il paese. Dopo la dominazione normanna, Vico di Pantano passò agli Svevi fino al 1266. Del periodo si sa soltanto che il possesso del territorio era della Famiglia De Apolita e che ad esso risale la costruzione del Castello del re Carlo I D'Angiò, come riserva di caccia. Ai primi del '300 Vico di Pantano risulta posseduta da Michele di Cantano, di Messina, padrone del Castello di Pantano, consigliere e familiare della regina Sancia e di Roberto D'Angiò dal quale aveva ricevuto i territori di Vico di Pantano e di Gaudo. All'epoca Vico di Pantano comprendeva le Chiese di San Tammaro, di S.Maria di Villa Vici, di S.Maria da Savilone, di San Pietro, di San Marco e di Santa Maria del Pantano. Successivamente Vico di Pantano passò alla famiglia dei Carafa ramo Della Stadera. I Della Stadera la ebbero a seguito del matrimonio di Francesco, figlio di Malizia Carafa, con Maria Origlia Della Stadera che l'aveva portata in dote.
Nel 1528 Vico di Pantano ritornò alla Regia Corte insieme ad altri feudi della Famiglia Carafa e quindi fu venduto ad Alfonso Avalos D'Aquino. Per lungo tempo il territorio fu oggetto di interventi di bonifica che, iniziati dal viceré di Napoli Don Pedro di Toledo, si protrassero nel tempo e continuarono sino ai giorni nostri ad opera del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno.
Nel 1927 la località assunse la denominazione attuale di Villa Literno ed abbandonò definitivamente la denominazione di Vico di Pantano. Villa Literno è stata compresa nella Provincia di Caserta soltanto dopo della ricostituzione dell'Amministrazione Provinciale nel 1946[2]
Questo paese tutt'oggi è più evoluto delle zone dell'agro aversano e del basso volturno perché ha ricevuto un'influenza dai napoletani ferrovieri che oggi lavorano nella nuova ferrovia di Villa literno, a differenza di altri paesi molto più all'antica come Cancello Arnone e il lato ovest dell'agro aversano.[senza fonte]-----esatta estensione dell'area edificata
Nearby cities:
Coordinates:   41°0'30"N   14°4'46"E
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