World / Italy / Calabria / San Procopio, 2 km from center Coordinates: 38°17'59"N   15°52'51"E

La Casa di Lorenzo Calogero (Reggio Calabria - Area Metropolitana)


CALOGERO Lorenzo, medico e poeta, nato il 25 maggio 1910, venne trovato morto suicida il 25 marzo 1961. Dopo la licenza elementare si trasferisce, con tutta la famiglia a Reggio Calabria, dove frequenta per un breve periodo l’Istututo tecnico per poi trasferirsi al Liceo Scientifico. Frequenta l’Università a Napoli iscrivendosi in Ingegneria per passare poi al corso di laurea in Medicina. In questo periodo pubblica nell’antologia “Dieci poeti” e nella raccolta “Poco suono” alcune sue liriche. Comincia a mandare alcune sue poesie con la speranza di vederle pubblicate agli editori Bargellini e Batocchi. Nel 1937 consegue la laurea e l’anno seguente, a Siena, l’abilitazione alla professione che abbandonerà definitivamente nel 1956. Nel 1942 tenta per la prima volta il suicidio, sparandosi in direzione del cuore. Nel 1944 si fidanza con una sua compagna di scuola: Graziella. La rottura del fidanzamento, avvenuta dopo intensi scambi epistolari, sconvolge il poeta; la sua vita diventa sempre più caotica e disordinata. Nel 1954 si trasferisce a Campiglia d’Orcia dove riceve un incarico di medico condotto ad interim; sarà licenziato dopo poco più di un anno. Durante la permanenza a Campiglia, pubblica a pagamento, presso l’editrice Maia di Siena, le raccolte “Ma questo…”(1955) e “Parole del Tempo” (1956).
Rientrando a Melicuccà, si ferma a Roma per conoscere personalmente Leonardo Sinisgalli che gli aveva promesso una presentazione per la raccolta “Come in dittici”. Dopo il suo rientro in Calabria, viene ricoverato nella clinica per malattie nervose “Villa Nuccia” di Gagliano (CZ). Per la seconda volta tenta il suicidio tagliandosi le vene dei polsi. In clinica conosce Concettina, un’infermiera alla quale dedica l’ultima e forse la più importante delle sue raccolte di poesie: I “Quaderni di Villa Nuccia”, scritte quasi interamente nella casa di cura.
Nel 1957 vince il premio letterario “Villa S.Giovanni” ed il 3 marzo dello stesso anno, Sinisgalli presenta alcune sue poesie sulla “Fiera Letteraria” . Una curiosità. In quell’occasione viene storpiato il nome del Calogero: Norenzo al posto di Lorenzo.Nel 1959 lascia definitivamente la clinica e si ritira nella sua casa di Melicuccà. Tra il 1960 e il ’61 si concede brevi fughe, alla ricerca disperata di un editore.
Il 25 marzo 1961 viene trovato cadavere (morto da almeno tre giorni) nella sua abitazione. Sul comodino un pezzo di foglio di quaderno a quadretti con su scritto: “VI prego di non seppellirmi vivo”. L’ultima sua frase è diventata il “logo” del Circolo di Cultura ad egli dedicato.
Nel fascicolo del mese di aprile 1961 di “Europa Letteraria”, Giancarlo Vigorelli pubblica alcune poesie di Lorenzo Calogero con note, anche questa volta, di leonardo Sinisgalli. L’anno dopo, i versi di Calogero, accompagnati dall’esplosione del “caso letterario”, trovano posto in un’elegante edizione della collana “Poeti Europei” della Casa editrice Lerici (opere poetiche, I vol. 1962 e II vol.1966).

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