Colonia di Rovegno (Ex Colonia montana P.N.F. di Genova)
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Seconda Guerra Mondiale 1939-1945, abbandonato, Luogo interessante, Palazzo storico, 1934_construction (en), razionalismo (architettura)
L’architettura italiana del periodo fascista (1922-1943) offre un caso di studio complesso e ricco di significati estetici e funzionali. Tra le opere emblematiche del periodo spicca la Colonia Montana “Gioventù Italiana” a Rovegno, vicino Genova: un esempio che unisce tradizione classica e sperimentazione modernista.
Negli anni '20-'30 si svilupparono correnti come il Razionalismo e il Novecento, ispirate al Modernismo europeo ma radicate nella ricerca di una identità nazionale. Il P.N.F., istituito nel 1926, realizzò numerose colonie rurali e montane come strumenti di formazione sociale e fisica. La Colonia di Rovegno fu costruita nel 1934 da Camillo Nardi Greco, progettata per accogliere fino a 450 bambini con un impianto funzionale rigoroso e al contempo simbolico.
L’edificio è un Giano stilistico: la facciata principale presenta una portale monumentale con quattro pilastri giganti su base simmetrica ed elementi neoclassici semplificati; l’ala sinistra invece mostra una composizione asimmetrica con una rotonda centrale integrata da una torre d’orologio che richiama l’estetica industriale contemporanea attraverso il tetto piatto sostenuto da una colonna fungiforme dentro un calapranzi (una sorta di gabbia protettiva).
Le finestre angolari sono divise in piccole lastre vetrate – uno stile che evoca le architetture industriali – mentre gli arredi interni conservano dettagli simbolici come i fasci stilizzati sulle porte o l’emblema dello Stato sul pinnacolo della torre (“tre fasci” + “A XII”, anno 1934). Originariamente previsto anche un secondo campanile sulla destra non realizzato; gli interni evidenziano contrasti funzionali tra spazi comuni (come il refettorio con cappella allestita con archi) e celle dormitorio semplici ma ben disposte nell'interno centrale su tre piani.
Durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, la tenuta fu trasformata in un complesso carcerario da un gruppo antifascista. Civili sfollati e soldati prigionieri furono torturati e assassinati, e i loro corpi furono gettati in fosse comuni o lasciati a marcire tra la terra e le foglie che ricoprivano il suolo della foresta. Questo periodo brutale nella storia della tenuta le valse il soprannome di "colonia degli orrori".
Negli anni Cinquanta la colonia stato ampliato per un altro refettorio. Per utilizzo continuo i fasci dal torre erano abbacchiato. La colonie è abbandonato per molti anni. Sua località vicino Rovegno e attira "visitatori". Per sui vandalismo e il decadimento naturale l'edificio è in cattivo stato.
www.lecolonie.com/Colonia_montana_PNF_Genova_Rovegno_it...
fuorigenova.cittametropolitana.genova.it/content/ex-col...
www.aclorien.it/la-colonia-di-rovegno-attraverso-le-car...
vimeo.com/59333519
Negli anni '20-'30 si svilupparono correnti come il Razionalismo e il Novecento, ispirate al Modernismo europeo ma radicate nella ricerca di una identità nazionale. Il P.N.F., istituito nel 1926, realizzò numerose colonie rurali e montane come strumenti di formazione sociale e fisica. La Colonia di Rovegno fu costruita nel 1934 da Camillo Nardi Greco, progettata per accogliere fino a 450 bambini con un impianto funzionale rigoroso e al contempo simbolico.
L’edificio è un Giano stilistico: la facciata principale presenta una portale monumentale con quattro pilastri giganti su base simmetrica ed elementi neoclassici semplificati; l’ala sinistra invece mostra una composizione asimmetrica con una rotonda centrale integrata da una torre d’orologio che richiama l’estetica industriale contemporanea attraverso il tetto piatto sostenuto da una colonna fungiforme dentro un calapranzi (una sorta di gabbia protettiva).
Le finestre angolari sono divise in piccole lastre vetrate – uno stile che evoca le architetture industriali – mentre gli arredi interni conservano dettagli simbolici come i fasci stilizzati sulle porte o l’emblema dello Stato sul pinnacolo della torre (“tre fasci” + “A XII”, anno 1934). Originariamente previsto anche un secondo campanile sulla destra non realizzato; gli interni evidenziano contrasti funzionali tra spazi comuni (come il refettorio con cappella allestita con archi) e celle dormitorio semplici ma ben disposte nell'interno centrale su tre piani.
Durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, la tenuta fu trasformata in un complesso carcerario da un gruppo antifascista. Civili sfollati e soldati prigionieri furono torturati e assassinati, e i loro corpi furono gettati in fosse comuni o lasciati a marcire tra la terra e le foglie che ricoprivano il suolo della foresta. Questo periodo brutale nella storia della tenuta le valse il soprannome di "colonia degli orrori".
Negli anni Cinquanta la colonia stato ampliato per un altro refettorio. Per utilizzo continuo i fasci dal torre erano abbacchiato. La colonie è abbandonato per molti anni. Sua località vicino Rovegno e attira "visitatori". Per sui vandalismo e il decadimento naturale l'edificio è in cattivo stato.
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Articolo Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Colonia_di_Rovegno
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