La Terrazza dei Tesori

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I tesori del santuario di Olympia si trovano ai piedi del monte Kronios in una zona utilizzata per il culto fin dai tempi preistorici. Sono posizionati su un rialzo del terreno terrazzato compreso tra l’ingresso al sito archeologico e lo stadio, e risalgono alla metà del V secolo a.C. La scalinata che collega la terrazza con l’Altis è in pietra calcarea locale e risale al IV secolo a.C. Il limite nord del recinto sacro è rappresentato da un grande muro di contenimento che definisce l’area dei Tesori, ai piedi del monte Kronios. I Tesori erano piccoli templi costruiti da varie città greche per ricordare nel tempo le loro offerte a Zeus. Pausania descrive alcuni di questi preziosi oggetti votivi e cita dieci tesori, in particolare quelle dei Sicioni, Siracusa, Epidamnos, Bisanzio, Sibari, Cirene, Selinunte, Metaponto, Megara e Gela. Tuttavia sono dodici i resti dei tesori che sono stati scoperti durante gli scavi e solo cinque di essi sono identificati con certezza (Il Tesoro dei Sicioni, Selinunte, Metaponto, Megara e Gela). La maggior parte dei tesori sono stati dedicati da città greche in Italia, indicando gli stretti legami tra il santuario e le colonie della Magna Grecia. Questi semplici edifici consistono di una camera singola e un portico in antis rivolto a sud, verso il santuario. Il tesoro di Gela posto all’estremità est del complesso è l'unico con un portico esastilo. Il primo tesoro ad ovest, che misura 12,46 x 7,30 metri, era stato costruito da Mirone di Sicione. Gli ultimi quattro sono stati dedicati rispettivamente dalle città di Selinunte, Metaponto, Megara e Gela. I resti di due piccoli edifici individuati come i santuari di Eileithyia e di Afrodite Uranica si trovano nella zona ovest del complesso dei Tesori. L’ottavo edificio da ovest era probabilmente un altare consacrato alla Madre Terra (Gaia). Lo scavo dell’area del Tesoro ha permesso di ritrovare un gran numero di terrecotte con una sorprendente decorazione pittorica, insieme a frammenti di gruppi scultorei sempre in terracotta tra cui un satiro, Menadi, e una testa di una sfinge, questi ultimi provenienti probabilmente da elementi acroteriali dei templi.
Molti di questi terrecotte sono oggi visibili nel Museo Archeologico di Olympia, insieme al frontone del tesoro di Megara, raffigurante una bellissima Gigantomachia.

Fonte:
Olympia Vikatou, archeologo (Libera traduzione dal Sito odysseus.culture.gr- Ministero Ellenico della Cultura)

Pausania nomina 10 tesori ma sulla terrazza sono state individuate 15 strutture. I tesori di
Olimpia sono ricordati anche da Polemone, che li chiama templi.
Partendo da occidente (I: sacello con cella quasi quadrata accessibile da sud davanti a cui sono i
resti di un altare, forse dedicato ad Eracle):

- tesoro di Sicione 480 a.C.: cella con pronao distilo in antis; nessuna decorazione sulle
metope e sul frontone; sorge sopra un più antico edificio della metà del VII sec. Pausania lo
attribuisce a Mirone tiranno di Sicione (forse il primo edificio), vincitore ad Olimpia con la
quadriga nel 648 […].All’interno due camere (forse due mobili in forma di tempietto) in bronzo (riferimento a Tartesso: problema delle importazioni e dei rapporti con la Spagna sotto controllo fenicio), in ordine dorico e ionico. All’interno tre dischi per il pentatlon e armi (scudo, elmo, schinieri).
C’erano anche il coltello di Pelope (quello con cui fu tagliato a pezzi oppure quello che gli
servì per il primo sacrificio a Zeus) il corno di Amaltea (ninfa o capra che allevò Zeus; dalla
sua pelle si ricavò l’egida, il suo corno era simbolo di abbondanza); simulacro di Apollo in
legno (xoanon o sphyrelaton) con la testa rivestita d’oro, dedicato dagli abitanti di Locri in
Magna Grecia

- tesoro dei Cartaginesi: dono di Gelone per una vittoria sui Fenici (Imera, 480 a.C.):
all’interno Zeus e tre corazze di lino

- tesoro di Epidamno (Epidamno, colonia di Corcira in Adriatico: 540/30 a.C.): volta celeste
sorretta da Atlante, Eracle e l’albero delle Esperidi (in legno di cedro) (ma all’epoca di
Pausania le Esperidi erano state spostate nel tempio di Era, divenuto un museo)

- tesoro di Bisanzio (nella lacuna dopo Epidamno): forse con parete anteriore chiusa.
Polemone, il Periegeta nel II sec. a.C. aveva visto entro questo tesoro un tritone in legno di
cipresso che teneva un vaso d’argento, una sirena in argento e vasellame

- tesoro di Sibari

- tesoro di Cirene: all’interno statue di imperatori romani (forse quelli della dinastia giulio
claudia) e un Dioniso criselefantino; sul frontone Cirene che strozza il leone (sesto sec. a.C.)

- tesoro di Metaponto (decimo edificio della terrazza): statua di Endimione (in avorio a parte il
vestito). La tomba di Endimione era posta all’estremità dello stadio. Secondo Polemone nella
cella c’erano anche vasi preziosi. Nel frontone rilievo fittile con leoni affrontati (580 a.C.).

- tesoro di Megara (undecimo edificio della terrazza), dedicato per una vittoria dei Megaresi
sui Corinzi: all’interno piccole figure in legno di cedro raffiguranti Eracle contro Acheloo,
Zeus, Deianira più Ares che venne in aiuto di Acheloo e Atena, patrona di Eracle (spostata
poi nell’Heraion). Le offerte sarebbero state opera di Medon, allievo di Dipeno e Scillide (a
loro volta allievi di Dedalo: prima metà sesto sec.). Sul frontone gigantomachia: resti
individuati nella fortificazione tarda dell’Altis, comprendenti Zeus e Atena al centro, Ares e
Poseidon ai lati (510 a.C.). Sopra il frontone scudo con iscrizione. Sul pavimento tracce di
una grata in corrispondenza della porta.

- tesoro dei Geloi (dodicesimo della terrazza) [Gela]: metà VI sec.; originariamente privo di pronao
(aggiunto intorno al 500, forse da Ippocrate).
Nearby cities:
Coordinate:   37°38'20"N   21°37'52"E
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